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20100113

ISIS - "WAVERING RADIANT" (2009)



La mia playlist del 2009, ora, mi sembra del tutto inadeguata. Solo dopo averla già completata e postata ho sentito l'ultimo (capo)lavoro degli Isis, "Wavering Radiant". Già "Oceanic" (consigliatomi molto tempo fa da xandreadex) mi aveva fatto venire i brividi; qua siamo proprio su un altro pianeta. Sebbene la critica lo abbia giudicato semplicemente "un buon disco", non all'altezza di certi loro precedenti album, a mio parere "Wavering Radiant" è supremo. Meglio di "Oceanic", e del 90% dei dischi sludge in circolazione.
Non saprei dirvi quali sono le tracce che preferisco, né indicarvi un momento particolarmente emozionante: niente. Da "Hall Of The Dead" a "20 Minutes / 40 Years", fino all'ultimo secondo di registrazione, gli Isis hanno strutturato il disco perfetto per l'arrivo del giorno del giudizio, la fine della civiltà umana, il trasformarsi del sole in una devastante supernova, la creazione di un buco nero al CERN di Ginevra, il traffico sulla Nomentana alle otto del mattino. Apocalittico e sublime.
Ascoltatelo in meditazione: come è stato definito dai suoi stessi creatori, "Wavering Radiant is a path of exploration".



Tracklist:
  1. Hall Of The Dead
  2. Ghost Key
  3. Hand Of The Host
  4. Wavering Radiant
  5. Stone To Wake a Serpent
  6. 20 Minutes / 40 Years
  7. Threshold Of Transformation
;-) via http://frecuenciasenelespacio.blogspot.com

20090324

ISIS - OCEANIC (2002)


Isis. Oceanic. 2002. Una svolta nello sludge metal. Poi chiamatelo come vi pare: post-metal, post-core, atmospheric sludge, slow-core. La sostanza è la stessa. Secondo album degli Isis, di Boston (e come ti sbagli? E' da un po' che mi chiedo perché la roba migliore viene fuori da Boston o dal Canada..), poi trasferitisi a Los Angeles. Dicevo una svolta perché con questo disco lo sludge fu visto non più come un genere prettamente underground, ma si iniziò a parlare (anche se a bassa voce) di questa perfetta unione di soft'n'heavy anche ai piani più alti. Oceanic si pone precisamente come anello tra ciò che gli Isis fecero prima e dopo. Prima più pesanti; dopo più leggeri. Con questo lavoro si sono leggermente allontanati dal metal e altrettanto leggermente si sono avvicinati al post-rock. Un miscuglio di arpeggi continui e di accordi lenti e massicci, contornati da un growl/scream strascinato e da accenni di basi ambient. Il titolo poi è azzeccatissimo! Non mi venite a dire che mentre sentite questo disco non vagate per l'oceano con la mente! Io mi sono tuffato da un pezzo. Ora sta a voi.

1. The beginning and the end (8.04)
2. The other (7.17)
3. False light (7.44)
4. Carry (6.48)
5. - (2.08)
6. Maritime (3.05)
7. Weight (10.48)
8. From sinking (8.26)
9. Hym (8.52)

;)
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