
Copertina molto post-rock per un album davvero post-rock, frutto di una band dal nome estremamente post-rock che suona dell'intenso post-rock. Cari Audiolesi, come forse avrete intuito, quest'oggi si ritorna al post-rock (ribadisco: miglior genere del mondo). I The Ascent Of Everest vedono la luce (locuzione molto post-rock) nella primavera del 2005 a Nashville, Tennessee (la stessa del "Forgive me..." dei The Chariot, per esulare dal post-rock). I sei baldi giovini danno alle stampe "How Lonely Sits The City" l'anno successivo (ma gli Audiolesi offrono il re-master del 2008). Bene: un capolavoro, perfettamente e magistralmente all'interno dei canoni del genere (il post-rock), epico ed intenso, mastodontico ed incisivo, caotico e silenzioso assieme. L'opera (perchè, quando si parla di post-rock, è così che si deve definire un album) è arricchita da un violoncello strappacuore suonato da una gentile signorina e da sparsi interventi vocali: si potrebbe parlare di un riuscitissimo ibrido tra i Mono (archi, ripetuti crescendo, lunghezza notevole dei brani) ed i Mogwai (pianoforti, voci, ampia varietà di strumenti). Ora, so di aver rotto abbastanza la barba del membro con i post post (sostantivo + aggettivo: intendesi post del blog di argomento post, spesso rock, dunque post-rock), ma anche in questo caso (come sempre, quando si parla di... indovinate voi) vale la pena di concedersi anema e ccore, per un'oretta circa, a "How Lonely Sits The City". Lacrime, disperazione, apocalisse, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. Post!
P.S.(che, manco a dirlo, è POST scriptum): il sito del gruppo è molto ben fatto, dategli un'occhiata.
Tracklist:
- Alas! Alas! The Breath Of Life!
- As The City Burned, We Trembled For We Saw The Making Of Their Undoing In Our Own Hearts
- Molotov
- A Threnody (For The Victims Of November Second)
- If I Could Move Mountains
