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20100821

BELLA CACATA: MOVING MOUNTAINS - FOREWORD (2008)


Oh, i Moving Mountains sono osannati da un sacco di gente. Io non me li sono cacati per anni e qualche mese fa mi scarico la loro roba (un disco e un ep, uniche uscite). Me li sento (distrattamente) e li accetto nella mia libreria di iTunes seppur con riserbe. Il fatto è questo: dice (e sottolineo DICE) che fanno post-rock. Boh. Ci può pure stare, se non fosse il fatto che dopo che partono i tipici pezzi arpeggiati in crescendo, si sfocia su uno pseudo-indie/alternative scialbo. Poi salta fuori la voce (e già storco il naso), che canta degli alberi con un tono un po' frocetto. MA, peggio ancora, vengono piazzati qua e là strillacci lontani che sembrano i The Used. Ora dico, non è che perché state sotto Deep Elm allora dovete far finta di essere emo.. Perché fate cacare.
Ieri dopo mesi provo a risentire almeno l'ep.. Macché. Musica brutta, fatta apposta per chi non riesce a sentirsi un disco post-rock intero.

Ps. La descrizione concerne anche il disco precedente, "Pneuma". Posto l'ep semplicemente perché i titoli da scrivere almeno sono di meno..

01. Foreword
02. With one's heart in one's mouth
03. Armslength
04. Lights and shapes

;( (via http://www.filestube.com/)

DO NOT BUY IT! They suck

20100401

BELLA CACATA: "L'UOMO DEL GIAPPONE"

In questo grande giorno prendo spunto dalle mie vicende personali per introdurvi allo stesso tempo uno dei momenti trash più scandalosi mai vissuti dall'essere umano, e l'unica occasione che la lingua romena ha avuto di salire alla ribalta internazionale (Radu tvb).
Oggi pomeriggio io, xandreax e freds ce ne andiamo in Giappone. Domani sera saremo a Tōkyō. Siccome STO IN FISSA, porgo il mio saluto al blog leader nel commercio di schiavi della penisola con questo video, che testimonia le "gojerie" (per usare un termine a noi caro) a cui stiamo probabilmente andando incontro, e che furiosamente stridono con la solennità dei templi shintō. Ci vediamo fra 15 giorni, ragazzuoli!

P.S.: "la" protagonista del video è un uomo.
P.S.: pregevole il "lalalala say goodbye, lalalala say banzai"

20100129

BELLA CACATA VOL.9: DANCE GAVIN DANCE - HAPPINESS (2009)


Come faccio a passare dal crust alle frociate non lo so proprio.. Comunque vi racconto la storiella. Sabato scorso vado alle prove del gruppo e entrando mi vedo questo tizio con la faccia da bambolotto, Tim, il tipico giovanotto americano, troppo poco muscoloso e mascellone per fare il quarterback, ma troppo grosso per essere preso di mira dai bulli. Il tipo dice di essere amico del batterista di questi Dance Gavin Dance. E io dico (da buon ignavo logicamente in italiano in modo che non mi capisse) "Ah, fanno cacà! So' iperfroci!". Poi a casa penso "Fammi un po' sentire che fanno...", perché li conoscevo in verità solo di nome. Sento una preview su myspace e mi incuriosisco.. Mi scarico il disco e ci vado in fissa. Dunque, sui dischi vecchi nemmeno oso indagare, perché so al 99% che facevano veramente schifo. Per quanto riguarda "Happiness" invece mi sbagliavo alla grande. Quello che mi ha fatto innamorare di questo disco sono le chitarre: effettate da morire e che sanno tanto di math-rock. La voce è di quelle altissime, che ricorda molto i Circa Survive (seppur non a quel livello) ma con qualche inserto incazzoso. Il genere chiamiamolo pure post-hardcore. Insomma, non è roba per tutti.. Cioè ci troviamo davanti a un gruppetto faggot (per cambiare termine..) ma con le palle grosse una cifra, che si è riuscito a discostare dalla merda in cui ha sguazzato per molto tempo. Comunque posso capire che gente storcerà il naso. Però porca zoccola! Bravi! Frocetti ma bravi!

EDIT 2.01.2010: Tutto quello che avete letto è quello che mi è stato suscitato dai primi ascolti del disco (o forse dalla droga che qualcuno ha sparso al mio oscuro nell'aria di casa mia). Arrivato al quarto ascolto mi sono reso conto della bella cacata che rappresenta questo disco. Rimango dell'opinione che il lavoro di chitarre è carinello, ma acoltando e riascoltando rimane quel'elemento faggot che prepondera su tutto e che dopo un po' ti fa odiare la musica. Quindi ho preso un abbaglio. Occhio alle belle cacate che circolano, perché si sanno nascondere..

01. Tree village
02. NASA
03. I'm down with brown town
04. Carl Barker
05. Happiness
06. Self-trepanation
07. Strawberry swisher pt. 1
08. Don't tell Dave
09. Strawberry swisher pt. 2
10. Powder to the people

;( (via http://soundweekend.blogspot.com/)

20100118

BELLA CACATA! MASSIVE ATTACK - HELIGOLAND (2010)



Non ci sono cazzi, i massive attack mi sembrano un po' la parodia di sè stessi. Questo disco è inconsistente, ripetitivo e già sentito almeno quanto 100th window fu ispirato, complesso e geniale. A tratti noioso, complessivamente impalpabile, gli ho dato ben 2 possibilità prima di inserirlo nell'ignobile fogna fetente dei dischi cacherecci. Ma qui siamo di fronte a un'accozzaglia di loop passaticci che anche negli anni 90 sarebbero passati inosservati. L'unica possibilità che gli darei è in una ipotetica colonna sonora per Balla coi Lupi 2. Se me lo regalassero per Natale non avrei nemmeno il coraggio di regalarlo, se non a quel panzone ungherese che ogni anno viene dalla romania per passare le vacanze da noi. E che è innamorato di Belen e sta in fissa con gli Europe.

1. Pray For Rain feat. Tunde Adebimpe (6:45)
2. Babel feat. Martina Topley-Bird (5:16)
3. Splitting The Atom feat. Horace Andy (5:18)
4. Girl I Love You feat. Horace Andy (5:18)
5. Psyche feat. Martina Topley-Bird (3:21)
6. Flat Of The Blade feat. Guy Garvey (5:28)
7. Paradise Circus (4:54)
8. Rush Minute (4:48)
9. Saturday Come Slow fea. Damon Albarn (3:29)
10. Atlas Air (7:40)

20100105

AUDIOPOST@: BELLA CACATA vol.7




Partiamo da un presupposto: tutti i miei gusti musicali sono nati dall'hardcore punk, quello politicizzato, assolutamente aggressivo e spesso lo-fi.
Detto ciò vi presento un disco per la serie "Bella Cacata". Di chi sto per parlare? Dei Casualties, ovviamente!
I Casualties, che tanto piacciono a quei punkettoni sfegatati dell'ultima ora, quelli che al di sotto dei 140 bpm credono esista solo l'oblio, sono una band newyorkese che suona streetpunk... cioè, così si dice da ormai vent'anni.
Quello che sento io è un hardcore rockandrolleggiante trito e ritrito a cui non solo non si aggiunge nulla di nuovo, ma neppure gli si toglie niente. Io non riesco proprio a spiegarmi come facciano a piacere. La loro unica mossa è stata quella di prendere le sonorità dell'hc ottantone, legarlo alle melodie più tipiche dei '90 e commercializzarlo, pubblicizzarlo, svenderlo.
On the Front Line è un album del 2004, si dice tra i meglio riusciti... pensa te! I testi sono quelli canonici: "fanculo Stato, la guerra è una merda, ribelliamoci, evviva l'anarchia". Cioè, ragazzi, voi volete imporvi così senza un briciolo di individualità e ok, può anche andarmi bene. Però magari cercate anche di motivare quei motti del cazzo ché ormai dopo trent'anni c'hanno triturato i coglioni. Musicalmente, invece, ricordate il Self Titled che i Rancid rilasciarono nel 2000? Ecco, scarnificatelo dall'abilità tecnica e unitelo all'attitudine degli Exploited (altra band su cui ci sarebbe molto da ridire), ma non quelli migliori di Let's Start a War, facciamo di quelli più tendenti alla mediocrità come in Troops of Tomorrow. Bene, così ci siamo! Questo è On the Front Line dei Casualties.
In breve: mentre un motto ragionato racchiude un pensiero ben più articolato, un motto alla Casualties racchiude il concetto secondo cui "vi piscio addosso perché sono punk e c'ho le borchie". Imparate l'umiltà, per dio! Imparate dai Minor Threath, dai Dead Kennedys, dai Vegan Reich.
A tutti gli amanti di questo gruppo voglio ricordare che l'hardcore non è tutto cresta, spillette, chiodo e borchie.
L'hardcore è un ideale vastissimo che pochi gruppi hanno interpretato appieno, è contenuto, solidarietà, rabbia comportata, reazione e ricerca di soluzioni. I Casualties, invece, sono ciò che rimane dell'hc quando l'hai spogliato dalle sue peculiarità.

;-( - via http://situomerz.blogspot.com/

1. Casualties Army
2. On The Front Line
3. Leaders Of Todays
4. Criminal Class
5. Tomorrow Belongs To Us
6. Unknown Soldier
7. Scarred For Life
8. Static Feedback And Noise
9. Media Control
10. Death Toll
11. Tragedy
12. Brainwashed
13. Sounds From The Streets
14. We Don't Need You

20091104

BELLA CACATA, VOL. 6: PETE YORN & SCARLETT JOHANSSON - "BREAK UP" (2009)


Allora, mettiamo subito in chiaro una cosa: di geni poliedrici ne esistono ben pochi, ne nasce uno ogni centinaia di anni. Pensate che il primo in Italia dopo Leonardo Da Vinci è stato Pietro Taricone. Come può dunque la splendida Scarlett Johansson credere di poter fare la musicista, in un secolo che vede il proliferare di troppi eclettici artisti? E infatti non dovrebbe.
La nostra biondissima (e per l'occasione, tinta di scuro) vichinga eroina si è infelicemente abbinata ad un perfetto esemplare di indie milanese, almeno nell'aspetto, che risponde al nome di Pete Yorn. Ora, tutto si può dire di costui, tranne che si tratti del nuovo Bob Dylan. Il ragazzo ha ben poco da dire; sottraendosi al settore della manodopera agricola, imbraccia una chitarra ed un'armonica, con sconforto dei familiari.
I due confondono il sommovimento ormonale con una sorta di affiatamento artistico, e, purtroppo, hanno la malsana idea di condividere i loro aborti sonori con il mondo. Ecco dunque, gentile pubblico, che viene dato alla luce "Break Up", titolo che speriamo profetizzi la futura relazione tra la formosa Scarlett e l'affascinante Pete.
A lei vogliamo dire: ritorna al cinema, a guardare fuori dalla finestra come in Lost In Translation, a fumare sigarette come in Match Point, a pettinarti come in The Black Dahlia.
A lui rivolgiamo un caloroso invito: posa la chitarra e imbraccia la vanga.
Basterà una ricerca veloce su Internet per realizzare quanta gente adori questo disco: una conferma ulteriore della perizia musicale dei più.

P.S.: in difesa dei due va riportato questo live, l'unico video decente che abbia trovato. Scarlett!

Scarlett Johansson & Pete Yorn - Relator from intimepop.com on Vimeo.



Tracklist:
  1. Relator
  2. Wear And Tear
  3. I Don't Know What To Do
  4. Search Your Heart
  5. Blackie's Dead
  6. I Am The Cosmos
  7. Shampoo
  8. Clean
  9. Someday
;-) via http://uarethevoice.blogspot.com

20091103

BELLA CACATA VOL.5: SKID ROW - REVOLUTIONS PER MINUTE (2006)


Noi siamo gli Skid Row, tatatata (come direbbe la prof. Saito), non avevamo più un cazzo da fare nella vita e abbiamo sfornato una BELLA CACATA di album nel 2006 per stare al passo coi tempi. Abbiamo fatto anche una copertina giovane, così i tarpani di Caprarola con la macchina tunnata ci vanno in fissa!

Ps. Scusate l'ermetismo dello statement, ma pure a Fabio (noto personaggio viterbese oltre all'ormai celebre Angioletto) gli fa cacà sto disco, e lui ci sta veramente in fissa con gli Skid Row..

01. Disease
02. Another dick in the system
03. Pulling my heart out from under me
04. When God can't wait
05. Shut up baby, I love you
06. Strength
07. White thrash
08. You lie
09. Nothing
10. Love is dead
11. Let it ride
12. You lie (Com Fed mix)

;( (via http://historyofthe80s.blogspot.com)

BELLA CACATA/4: JULIAN CASABLANCAS - PHRAZES FOR THE YOUNG (2009)





Ancora una volta, cari amici, è il caso di dire: "Bella catata". Qui siamo di fronte a uno di quei dischi che riescono da soli a dare un senso all'operazione culturale che cerchiamo di portare avanti tracciando un solco, appunto, tra il clap e il crap.

Scordatevi gli Strokes. Basta il primo pezzo per farsi un'idea chiara della monnezza che ci aspetta, un electropop scanzonato e talmente intriso di faggottaggine da far accapponare la pelle. Il buon cantante Julian sembra voler tornare indietro nel tempo e farcisce il tutto con chitarrine anestetizzate e percussioni di imbarazzante fattura (che se le facevo io col Reason venivano meglio). In alcuni tratti sembra di ascoltare una cover dei Kraftwerk rifatta dagli U2. Quando il disco decolla, cioè alla traccia 5, io l'ho già cambiato due tracce prima. Poi mi ritiro per deliberare e, al mio ritorno, faccio il pollice verso e, trascinando le 8 tracce nel cestino, affermo con fierezza e sconforto: "Bella cacata".

P.S. oltre al cane imbalsamato, notare la presenza in copertina di una chitarra finta (di Rock Band).

 Ascoltando il primo singolo, non crederete alle vostre orecchie:


1. "Out Of The Blue" 4:41
2. "Left & Right In The Dark" 4:54
3. "11th Dimension" 4:03
4. "4 Chords Of The Apocalypse" 4:59
5. "Ludlow St." 5:42
6. "River Of Brakelights" 5:08
7. "Glass" 5:20
8. "Tourist" 5:02


;-( - musicologxsadictxs.blogspot.com

20091102

BELLA CACATA, VOL. 3: PG. LOST - "IT'S NOT ME, IT'S YOU!" (2008)

Pronti per un nuovo episodio della serie "Bella Cacata"?

I Pg. Lost sono un gruppo post-rock svedese. Ma proprio non ce la fanno. Forse non vanno giudicati con troppa severità, forse qualcosa di salvabile in questo loro lavoro c'è... Ma sono troppo, troppo piatti. Senza dinamica, senza vigore, senza quella capacità di gonfiare le melodie fino a renderle esplosive che nel post-rock è fondamentale. Sentiteveli, comunque. Magari sono io che non ci ho capito nulla. Per me, però, i Pg. Lost si sono meritatamente guadagnati il "Bella Cacata Prize" di Audiolesi: fa pur sempre curriculum, no?

Tracklist:
  1. The Day Shift
  2. Head High
  3. Pascal's Law
  4. Maquina
  5. Jonathan
  6. Siren
  7. Yes I Am
  8. Kardusen
;-) via http://lighthouserules.blogspot.com

20091031

BELLA CACATA/2: METALLICA - LOAD (1996)






Partecipo anch'io all'iniziativa "Bella cacata", postando qui uno di quegli album che più di tutti ho maledetto (avendolo comprato anche originale). Il sangue e l'urina in copertina dicono già tutto, lo sperma sulla cover dell'altrettanto disgraziato re-load farà il resto. Dopo una carriera fatta di dischi da storia del rock, quest'album è l'inizio della disgrazia per i thrashers della Bay Area.

Com'è andata a finire:
Il bassista di cui nessuno ricorda il nome di lì a poco si darà alla macchia (dopo il solito bliz anti-trans) per lasciare il posto al bello e dannato Trujillo (di cui abbiamo da poco parlato). Kirk Hammett ha preso la sifilide, ma in compenso non picchia più la moglie. Tutto il contrario di Lars Ciccio Ulrich, che si è risposato per la sesta volta e sta per diventare trisnonno. Il peggio di tutti è il cantante biondino, che con un esercito di avvocati fa le cause ai poverazzi che si scaricano i loro album di cacca. Noi sta cacata manco la volemo sentì, capito?

Ed ecco, a titolo puramente didascalico, la tracklist di Load:

01 Ain't My Bitch 5:04
02 2 X 4 5:28
03 The House Jack Built 6:39
04 Until It Sleeps 4:30
05 King Nothing 5:28
06 Hero of the Day 4:22
07 Bleeding Me 8:18
08 Cure 4:54
09 Poor Twisted Me 4:00
10 Wasting My Hate 3:57
11 Mama Said 5:19
12 Thorn Within 5:51
13 Ronnie 5:17
14 The Outlaw Torn 9:52

:-(  devilmusicradio666.blogspot.com

BELLA CACATA, VOL.1: THIS CITY - "WE WERE LIKE SHARKS" (2009)


AUDIO_LESI è orgoglioso di inaugurare, senza alcun nesso logico (se non quello dell'orrido) con la odierna festa anglosassone, il nuovissimo filone della "Bella Cacata". In sostanza, con cadenza più o meno regolare, intervalleremo i nostri magnifici post su magnifici dischi con abominevoli post su delle belle cacate. Attenzione, però: non dischi troppo ovviamente brutti; non Laura Pausini e compagnia bella; ma deiezioni musicali ad opera di gente che ci aveva illuso di far bene, travisamenti sonori, errori di post-produzione, orrendi ritornelli di band da cui ci si aspettava di più. Cominciamo.

I This City sono un quintetto inglese di cui non avevo mai sentito parlare finchè non li ho visti dal vivo, casualmente, in quel del nebbioso capoluogo lombardo. I nostri eroi mettono in piedi uno show meraviglioso, presenza scenica notevole, riffoni imponenti, stacchi post-hardcore di pregevole fattura, una voce molto "core" che avrebbe potuto tranquillamente confrontarsi con i "this station is not operational" del nostro amico Zavala. Insomma, ragazzi cresciuti a pane e "Relationship Of Command", uno show fantastico, una splendida interpretazione di come dovrebbe essere il post-hardcore degli anni '10 prossimi venturi. Tutto contento mi dirigo al banchetto del merchandise e compro il loro cd, "We Were Like Sharks", con entusiasmo osannante. A causa della folla non riesco a complimentarmi con loro di persona, però.
Il giorno dopo, senza aver ancora sentito il cd, mi reco sul loro myspace. Come direbbe il buon Mr. Kurtz, "l'orrore, l'orrore". Menomale che non ho fatto loro i complimenti di persona, perchè mi ritrovo questo:



Una bella cacata, appunto. Dal vivo si era persa la faggottaggine di molti riffetti abominevoli, i coretti del cazzo in sottofondo, e soprattutto nessuno indossava magliette rosa di merda. Sembravano davvero un gran gruppo. Poi ho anche sentito il disco per intero: è proprio brutto.
Ahimè, i This City avrebbero potuto essere un esempio notevole di post-hardcore: purtroppo, la necessità del coito ha inquinato la loro musica, e li ha resi un meraviglioso esempio di H&M-core. Grossa, grossa occasione mancata.

Tracklist:
  1. We Move
  2. Black And Blue
  3. With Loaded Guns
  4. Romantic
  5. Picture This
  6. No Hero
  7. Moving Parts
  8. Colours
  9. Kids With Fireworks
  10. Middle Ground
;-)
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