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Visualizzazione post con etichetta DEVENDRA BANHART. Mostra tutti i post
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20091208

DEVENDRA BANHART - "WHAT WILL WE BE" (2009)

Giusto pochi giorni fa qui su Audio_lesi parlammo di "Niño Rojo". Quest'oggi invece, affamati lettori, approda sulle pagine del blog italiano leader nel settore della criminalità organizzata l'ultimo disco del nostro odioso eroe Devendra Banhart, "What Will We Be". Prescindendo dal fatto che l'edizione originale è FICHISSIMA, con un packaging abbastanza assurdo e un libretto che è più uno sketchbook che altro, interessiamoci della musica. Ebbene, per dirla come farebbe Mara Maionchi, "per me è sì". In 14 tracce il santone dal sangue latino esplora generi molto diversi tra loro: dal cantautorato più tradizionale alla "gojeria" (pazzia) estrema di strumenti quali bottigliette, lattine, plink-plink e ting-tang suonati su superfici non meglio identificate; dal tropical-pop al rock & roll di stampo seventies; dal lo-fi, alla canzone d'amore, al dream-pop, mantenendo sempre l'inconfondibile tratto "weirdo" che lo caratterizza. "What Will We Be" è sicuramente il più vario tra i dischi di Banhart, un ottimo viaggio tra stili e peculiarità musicali differenti. Cinquanta minuti davvero piacevoli in compagnia del Sandokan dell'indie folk. Tra l'altro, il 20 dicembre è all'Auditorium di Roma.

Tracklist:
  1. Can't Help But Smiling
  2. Angelika
  3. Baby
  4. Goin' Back
  5. First Song For B
  6. Last Song For B
  7. Chin Chin & Muck Muck
  8. 16th & Valencia, Roxy Music
  9. Rats
  10. Maria Lionza
  11. Brindo
  12. Meet Me At Lookout Point
  13. Walilamdzi
  14. Foolin'
;-) via http://debutantedebris.blogspot.com

20091117

DEVENDRA BANHART - "NIÑO ROJO" (2004)

Sull'onda dei post di Freds e G., rispettivamente riguardo all'indie-folk naturelle dei Fleet Foxes ed al morettiano (Nanni escluso) duo dei Megapuss, vi propongo il giusto, logico prosieguo della freudiana associazione di idee audiolesa in questione.
Devendra Banhart è un americo-venezuelano... venezuelo-americano... insomma, uno mezzo venezuelano e mezzo americano, cantautore dalla fulgida carriera, membro della band dei Vetiver, pittore, disegnatore e chi più ne ha più ne metta. Un bel tomo dai lunghi capelli cui le Muse hanno voluto bene.
Ora, il ragazzo è stato definito psychofolk, avant-folk, alternative folk... Pochi fronzoli. "Niño Rojo" è un lavoro più semplicemente indie-folk, dalle venature lo-fi, a tratti vagamente (ma solo vagamente) world (innesti di sitar et similia), ricco di amore per la natura, le piccole cose, le belle dormite, le ragazze, i prati verdi ed i funghi allucinogeni. Il disco si adatta in maniera pressochè uniforme alla definizione del genere, sebbene altri lavori ne sfuggano e inseriscano il nostro eroe all'interno della più stravagante cornice del New Weird America (un saggio nello splendido video di "I Feel Just Like a Child", tratto dall'album "Cripple Crow" del 2005, in fondo al post).
Ciò che colpisce di più, comunque, è il timbro di voce di Devendra. Tremolante, offuscato, weirdo. In una parola, fico.
Ahora, vamos a escuchar el niño rojo.



Tracklist:
  1. Wake Up, Little Sparrow
  2. Ay Mama
  3. We All Know
  4. Little Yellow Spider
  5. A Ribbon
  6. At The Hop
  7. My Ships
  8. Noah
  9. Sister
  10. Water May Walk
  11. HorseheadedfleshWizard
  12. An Island
  13. Be Kind
  14. Owl Eyes
  15. The Good Red Road
  16. Electric Heart
;-) via http://excremento-quieres.blogspot.com
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