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20090702

CHARLES MANSON - "LIE" (1970)

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjqzsoAsuwM1-Z2O8a9BkPUAvVY5tGPsS3qG6rjJP7yys9CCgW0CVEn114Hj7rdcMPJKQzQ9En0hLH4voVq54D-BwxHMBNMxMreISLJtHWCs01odsou7E7l9MWqco1lRWuUGeEu0_AFmPkk/s400/Cover.jpg

Magari non sarà stato un grande musicista, ma si merita sicuramente un posto sul golgota della pop culture (è il ladrone cattivo al fianco del buon Jacko).

Tracklist:
1 - Look at Your Game, Girl
2 - Ego
3 - Mechanical Man
4 - People Say I'm No Good
5 - Home is Where You're Happy
6 - Arkansas
7 - I'll Never Say Never to Always
8 - Garbage Dump
9 - Don't Do Anything Illegal
10 - Sick City
11 - Cease to Exist
12 - Big Iron Door
13 - I Once Knew a Man
14 - Eyes of a Dreamer

;-)

20090701

AMIA VENERA LANDSCAPE - AMIA VENERA LANDSCAPE (2008)


Siamo in Italia. Nord Italia, non so dove precisamente, credo in Veneto. Comunque da lì vengono questi baldi giovani (molto giovani) in fissa con l'atmosfera. Direi gruppo rivelazione fine 2008. Al tempo li sentivo spesso nominare nei sottoboschi underground musicali, e un bel giorno scopro che vengono a Roma a suonare. Credetemi, gruppo rivelazione dell'anno! Spero che un giorno voi tutto audiolesi abbiate l'occasione di vederli dal vivo. L'unico gruppo che ho visto che è riuscito a trasformare quel locale di merda che si trova a Ostiense (e non faccio il nome, scopritevelo da soli se conoscete la zona) in un mondo a parte. Cioè, come è tipico del locale, quella sera non c'era nessuno, anzi c'era il solito vecchio barbone ubriacone con la maglietta dell'Italia che durante i live sale sul palco e balla. Ma nonostante tutto i suddetti ragazzi con una professionalità ai limiti del meticoloso hanno messo in scena uno show magnifico. Non parlo solo di sonorità, quanto anche di effetti visivi, uso di luci particolare e via dicendo. Comunque, senza parlare a vanvera, se state in fissa con gli Isis allora state sulla strada giusta. C'è un però. Le belle atmosfere sludgiose sono mooolto molto influenzate dal post-hardcore di nuova leva, con la presenza anche di un melodico quasi angelico. Sicuramente ci sarà qualcuno che strocerà il naso per questo particolare, ma sono sicuro che ci saranno altrettanti che rimarranno incantanti dalla splendida melodia.

01. My hands will burn first
02. Nichòlas
03. Glances

;)

20090627

WEEZER - PINKERTON (1996)


Let's talk about Weezer. Gruppo che a primo ascolto può sembrare nulla-di-che, con il suo pop-punk smielato e i suoi video divertenti (chi non ha mai visto il video di Buddy Holly, con Fonzie e compagnia bella??). Comunque dicevo un "gruppetto".. E invece no! E' qui che vi volevo! Il pop-punk smielato in apparenza, nasconde in verità testi profondi e radici in quella musica "emozionale" degli anni '90 che tanto ci piace! Fattostà che i loro primi tre dischi (Blue album/Pinkerton/Green album) sono dei capolavori.. Ognuno con qualcosa di particolare suo proprio. E questo ha di particolare il fatto che il cantante/chitarrista (antitesi del frontman, cioè piccoletto e mingherlino con occhialoni da nerd e zero stile (anche se quello stile si rivela poi uno stile vero e proprio sempre del filone "emo", però vabbè)), tale Rivers Cuomo (ahaha Cuomo), parlava a proposito di questo disco come fosse la loro peggiore uscita. Quoto:"It's a hideous record... It was such a hugely painful mistake that happened in front of hundreds of thousands of people and continues to happen on a grander and grander scale and just won't go away. It's like getting really drunk at a party and spilling your guts in front of everyone and feeling incredibly great and cathartic about it, and then waking up the next morning and realizing what a complete fool you made of yourself."
Secondo me si sbagliava di grosso.. Già la copertina è magnifica, in quanto riprende una stampa giapponese ukiyo-e di una delle "53 stazioni del Tokaido" di Utagawa Hiroshige (1797-1858). In più l'intero disco è un concept sull'opera di Puccini "Madama Butterfly". Diciamo pure il loro disco più elaborato. Ma quello che colpisce più di tutti è la ruvidità dei pezzi, con questo suono di chitarra marcio e questi accordi disperati. Non lo so, qunado ho sentito per la prima volta questo disco sono rimasto a bocca aperta.. Volete sentire gli Weezer come non li avevate mai sentiti?
Eccovi accontentati!

01. Tired of sex
02. Getchoo
03. No other me
04. Why bother?
05. Across the sea
06. The good life
07. El scorcho
08. Pink triangle
09. Falling for you
10. Butterfly

;)

GOODBYE JACKO

vogliamo ricordarlo così


20090625

BAND OF THE TAOIST ASSOCIATION OF WUDANG MOUNTAINS - "THE MYSTERIOUS CHARM OF WUDANG" (???)

Inizio questo post (che non è "-rock") con una piccola premessa: non so nulla di questo disco (ho anche cercato doviziosamente delle informazioni, ma niente). Mi sono semplicemente imbattuto in esso, sfogliando gli articoli ancora da leggere su Google Reader, e, visto che il nome del "gruppo" (?) è eccezionale, ho scaricato. Musica tradizionale cinese. Perdiana, una ficata estrema. Nelle 9 tracce di cui si compone l'opera c'è un senso estetico raffinatissimo, che si sviluppa nel trillare quieto degli strumenti a corda, nelle percussioni pacate, nella naturalezza degli archi, nelle voci che soavemente intonano quelle che mi piace pensare siano antiche poesie nella lingua degli Han. Composizioni estremamente rilassanti, ampie, confucianamente atarassiche, armoniose, che sanno di foreste e montagne e bambù. Diamine, scaricatevelo e sentitelo prima di dormire, o studiando, o ragionando sul come arginare le frequenti scorrerie dei Mongoli. Ne vale assolutamente la pena.
P.S.: la foto che ho messo non è la cover (che è ignota al mondo di internet), ma l'immagine che ho trovato nel post dal quale ho attinto (su AbsurdPlaza). Su Last.FM ce ne sta un'altra (e neanche quella è la copertina), ma questa mi piaceva di più.

Tracklist:
  1. Praise Of Zundao
  2. Buddha Of Dawusheng
  3. Rhythm Of Chengqing
  4. Confucian Classics Of Muben
  5. Small Praise
  6. Small Kaimen
  7. Outline
  8. Palace Of Sanqing
  9. Rhythm Of Qitan
;-)

20090624

THE BEATLES - "WHITE ALBUM" (1968)

http://blogs.wnyc.org/soundcheck/files/2008/11/white-album-cover.jpg
Ascoltavo questo disco in macchina, ieri. E pensavo a quanto stesse avanti (tant'è vero che ho chiamato il buon Regular J. per un'esatta collocazione cronologica). Mon dieu, era il 1968!
C'è di tutto, dallo swing all'hard rock (Helter Skelter poteva essere un pezzo dei Led Zeppolen), dall'arpeggetto bucolico alla cacofonia più terrificante (Revolution 9). Le parole sono già troppe, basta ascoltarlo per capire che è tra i primi 5 album più ispirati della storia.

Track List:

CD1

01 - Back In The USSR
02 - Dear Prudence
03 - Glass Onion
04 - Ob-La-Di, Ob-La-Da
05 - Wild Honey Pie
06 - The Continuing Story Of Bungalow Bill
07 - While My Guitar Gently Weeps
08 - Happiness Is A Warm Gun
09 - Martha My Dear
10 - I'm So Tired
11 - Blackbird
12 - Piggies
13 - Don't Pass Me By
14 - Why Don't We Do It In The Road
15 - I Will
16 - Julia

CD2

01 - Birthday
02 - Yer Blues
03 - Mother Nature's Son
04 - Everybody's Got Something To Hide Except Me and My Monkey
05 - Sexy Sadie
06 - Helter Skelter
07 - Long Long Long
08 - Revolution 1
09 - Honey Pie
10 - Savoy Truffle
11 - Cry Baby Cry
12 - Revolution 9
13 - Good Night

:-)

20090623

COLOSS - PLAY FAST (2003)


Stavolta si rimane in Italia, e più precisamente nella capitale, e più precisamente nel quartiere Monteverde. Vi propongo questo bel disco perché ricade in entrambe le 2 caratteristiche dei soliti post che faccio, cioè è "core" e non dura una mazza. "Core" perché si parla di hardcore come al solito. Però forse è più punk (però ha sfuriate iperfast (quasi grind), però ha un paio di stacchi hip-hop). Un terzetto punk-hardcore molto molto molto divertente, (mi dispiace dirlo ma più divertente su disco piuttosto che live), caratterizzato da 2 voci fuori dal normale (una "alta"(chitarrista) e una "bassa"(bassista), sentirete poi), canzoni brevissime e cambi di tempo assurdi e repentini. Non dura una mazza perché sono 17 brani in poco più di 15 minuti (che poi i minuti sarebbero 12, perché la penultima canzone inspiegabilmente inizia con tre minuti di silenzio..). Quindi il titolo del disco è azzeccatissimo. Un bel quartodora passato allegramente. Chiudo citando le parole di Angioletto (saggio personaggio beneamato e affermato nella Tuscia) "I Coloss? So' perfetti! So' in numero perfetto, fanno il genere perfetto e la durata dei pezzi è perfetta!" (per entrare nel personaggio dovrete pronunciare la frase con calata viterbese e ripetrela all'infinito fino a che qualcuno vicino vi dice di piantarla perché ha capito. Questo è come la consuetudine di Angioletto vuole)

01. Fight
02. xxx
03. Hardcorers just want to have fun
04. 8
05. It's normal to change your life
06. The rock
07. Shavin'
08. Different ideas about punk
09. Die hard (still here)
10. The weekender
11. Feelings must not be confused with reality
12. yyy
13. Lack of internet
14. They used to call me nuisance
15. A handful of seconds for a basic concepts
16. No doubt
17. Teen heroes

;)

MAPS AND ATLASES - "TREE, SWALLOWS, HOUSES" (2006)

Sono colpito. Estremamente, felicemente, entusiasticamente stupito. I Maps & Atlases (sì, c'è "&"e non "And" in mezzo al nome, ma blogger non me lo fa scrivere sul titolo del post, né nella tag in fondo - fottutissima tecnologia) sono una band di Chicago, Illinois, i cui membri, nella migliore tradizione rock'n'roll, si sono conosciuti al college, nel 2004. L'anno successivo pubblicano il loro primo EP. Altri dodici mesi dopo, esce "Tree, Swallows, Houses", autoprodotto (poi ripubblicato nel 2007 da Sargent House). Signori, signore, gentile pubblico di Audiolesi: trattasi di una bomba pazzesca. Ho delle difficoltà nel definire propriamente il genere caratterizzante i nostri cari compaesani del presidente Obama: credo, però, che la maggior parte del loro sound possa essere inquadrata nella felice, originale e prolifica cornice del math-rock. I Maps & Atlases hanno qui radunato sette pezzi, per un totale di 24 minuti, nevrastenici e strombazzanti, irregolari, spezzettati, un po' lo-fi ed un po' indie, con tanta, tanta tecnica ed uno stile personale davvero d'impatto. Ci sento dentro un po' di Don Caballero, una cucchiaiata di Algernon Cadwallader, mezzo etto di Battles, un pezzettino di Giraffes? Giraffes!, un misurino di Owls e, perchè no, una spolverata (in fondo in fondo, però) di American Football. Ciò che caratterizza di più i Maps & Atlases, però, sono loro stessi. Un disco convincente, piacevole da ascoltare a ripetizione (almeno fino al sopraggiungere degli spasmi), che dimostra, quasi sarcasticamente, come non serva fare per forza metal per dare sfoggio di abilità. Soprattutto: un disco dove la tecnica non è autoencomiastica, ma davvero funzionale alla piacevolezza del tutto. Evviva!

Tracklist:
  1. Every Place Is a House
  2. The Most Trustworthy Tin Cans
  3. The Ongoing Horrible
  4. Bigbopper Anthems
  5. Stories About Ourselves
  6. The Sounds They Make
  7. Songs For Ghosts To Haunt To
;-)

WHY WE PROTEST

Un post che non ha nulla a che fare con la musica. Piuttosto, riguarda una voce. Che non può restare ignorata.

http://rota.files.wordpress.com/2009/06/free_iran2.jpg

20090622

MùM - "SING ALONG TO SONGS YOU DON'T KNOW" (2009)

La band islandese torna dopo due anni di silenzio. La qualità c'è, e si sente...


01 If I Were a Fish
02 Sing Along
03 Prophecies & Reversed Memories
04 A River Don't Stop to Breathe
05 The Smell of Today Is Sweet Like Breastmilk in the Wind
06 Show Me
07 Hullaballabalú
08 Blow Your Nose
09 Kay-ray-ku-ku-ko-kex
10 Last Shapes of Never
11 Illuminated
12 Ladies of the New Century

;-)

20090621

GOD IS AN ASTRONAUT - "ALL IS VIOLENT, ALL IS BRIGHT" (2005)


Dall’Irlanda vengono ad incantarci con le loro toccanti ed emozionanti canzoni i GOD IS AN ASTRONAUT. Il terzetto ormai affermatosi da anni nel panorama post-rock mondiale, oggi al loro quarto album omonimo, non smette di stupire il pubblico con dischi sempre più originali pieni di sperimentazioni mai banali. ALL IS VIOLENT ALL IS BRIGHT è il loro masterpiece e disco più venduto. 10 brani che, come il genere insegna, contengono ognuno il loro caratteristico giro melodico trionfante intorno al quale nasce piano piano un universo musicale inesplorato da mente umana. Ci sentiamo proprio come degli astronauti quando ascoltiamo questo gruppo perché l’impressione è proprio quella di venire a contatto con mondi inesplorati, tutto questo grazie alle originalissime soluzioni musicali. Da FRAGILE a FOREVER LOST (la mia preferita) è un unico respiro, si resta senza fiato e alla fine della terza traccia si può finalmente espirare, rendersi conto di cosa sia successo, di dove ci troviamo, e farsi subito rapire da FREE FILES AND EMPTY SKIES e solo all’ultima WHEN EVERYTHING DIES ci si rende conto che ben 48 minuti e 32 secondi prima si era messo il disco nel lettore, o la cassetta nel mangianastri, o l’acqua sul fuoco che starà bollendo eccessivamente. C’è da restare del tutto imbambolati di fronte alla musicalità di questo disco, ai suoi giri di piano commoventi sostenuti da chitarre espressive all’ennesima potenza, il tutto farcito da soluzioni elettroniche perfette.
Ragazzi e così è stato pure il concerto a Roma all’Init il 28 maggio. Una carrellata infinita di geniali composizioni strumentali (contornate da rare vocalizzazione di Torsten Kinsella) accompagnate da video proiettati su maxi schermo, inneggianti alle scoperte aerospaziali dell’uomo, alle bellezze della natura e alle brutture della guerra. Dopo lo show ho avuto l’onore di conoscere la band e di chiacchierare col batterista, un simpatico ometto che butta giù rum come fosse acqua san gemini, che non la smetteva di dirmi quanto fosse dispiaciuto per le molte persone che non sono potute entrare causa il TUTTO ESAURITO DELL’INIT. Più che una recensione al disco ho fatto una recensione al gruppo, ma credetemi, loro meritano tutta l’attenzione possibile.

POST scriptum: dicevano che sarebbero tornati in Italia, tenete d’occhio le date!

Torsten Kinsella (Voce, chitarra, tastiere)
Niels Kinsella (Basso, chitarra, visualizzazione)
Lloyd Hanney (Batteria, Synths)
Tracklist:


1. "Fragile" – 4:34
2. "All Is Violent, All Is Bright" – 4:14
3. "Forever Lost" – 6:22
4. "Fire Flies and Empty Skies" – 3:55
5. "A Deafening Distance" – 3:49
6. "Infinite Horizons" – 2:28
7. "Suicide by Star" – 4:38
8. "Remembrance Day" – 4:16 (A new version of "Remembrance" from The End of the Beginning)
9. "Dust and Echoes" – 4:13
10. "When Everything Dies" – 10:00
The song "Halo of Flies" is contained on the last track after a period of silence.

;-)

20090619

BRAND NEW - THE DEVIL AND GOD ARE RAGING INSIDE ME (2006)


Che disco gente. Dopo un inizio del nuovo millennio dove il 99% delle band definite "post hardcore" avevano totalmente perso di vista il messaggio lasciatoci da Fugazi & Co. si presentano questi Brand New, con già alle spalle un disco di qualità eccelsa ("Deja Entendu" 2003), a stravolgere le regole del gioco, composte ormai da ritornelli catchy ripetuti all'infinito e ragazzine urlanti sotto il palco. Rimettono sui binari il treno partito negli anni 90 che aveva come macchinista Ian Mackie e come controllori Mike Kinsella(American Football e altri diecimila progetti) e Bob Nanna( Braid e basta e avanza alla grande) e sostanzialmente creano un album che possiamo definire come una sorta di "what if" di Marvelliana memoria. Cosa sarebbe successo se da dopo lo scioglimento degli At the Drive In la scena non fosse stata conquistata da un branco di idioti mascara muniti venduti al pop pià massificato? The Devil And God Are Raging Inside Me. Meglio tardi che mai.

Tracklist:

1. Sowing Season (Yeah)
2. Millstone
3. Jesus Christ
4. Degausser
5. Limousine
6. You Won't Know
7. Welcome to Bangkok
8. Not the Sun
9. Luca
10. Untitled
11. The Archer's Bows Have Broken
12. Handcuffs
13. Luca (Reprise)

;-)

20090618

TEXAS IS THE REASON - "DO YOU KNOW WHO YOU ARE?" (1996)

Tempo fa, il buon xandreax pubblicò un post relativo ai Texas Is The Reason, più particolarmente al loro EP omonimo. Bene, "Do You Know Who You Are?", risalente all'ormai lontano 1996, è il loro primo ed unico full-lenght. Personalmente, lo ritengo pressochè equiparabile al disco manifesto del movimento emo (REAL emo) anni '90, "Something To Write Home About" dei Get Up Kids (che trovate sempre qui su Audiolesi). Inutile che sprechi caratteri nel descrivervi l'album oggetto di questo post: sapete, musicalmente, cosa aspettarvi. Probabilmente, però, ciò che troverete sarà ancor più emozionante, appassionato, coinvolgente e (soprattutto) "soleggiato" delle vostre previsioni. "Do You Know Who You Are?" è, a mio avviso, un capolavoro sotto ogni singolo punto di vista. Ah, se riuscite ad ascoltare "Nickel Wound" senza neanche un brivido, non siete umani. O siete già morti, fate voi.

Tracklist:
  1. Johnny On The Spot
  2. The Magic Bullet Theory
  3. Nickel Wound
  4. There's No Way I Can Talk Myself Out Of This One Tonight (The Drinking Song)
  5. Something To Forget
  6. Do You Know Who You Are?
  7. Back And To The Left
  8. The Day's Refrain
  9. A Jack With One Eye
;-)

20090617

THE DILLINGER ESCAPE PLAN - CALCULATING INFINITY (1999)


Come promesso eccovi i Dillinger Escape Plan. Tra i tre loro dischi e svariati ep (di cui uno interamente cantato da Mike Patton (non eccezionale comunqe)) ho scelto di postare proprio il loro primo full length. E anche il più inaccessibile. Cioè se siete quel tipo di persone che ai tempi del liceo trovandosi davanti a una derivata inorridiva, allora per voi è inaccessibile. A differenza degli album successivi questo non ha hit melodiche (perché i furboni fanno i video delle canzoni mooolto più orecchiabili per avvicinare tutti, poi quando ti compri il disco ti ritrovi un macello sonoro..). E' pura matematica gente. Matematica incomprensibile. Buon ascolto! ("buon" è una parolona in questo caso.. quindi vi auguro solo "Ascolto!")

01. Sugar coated sour
02. 43% burnt
03. Jim fear
04. *#..
05. Destro's secret
06. The running board
07. Clip the apex... Accept instruction
08. Calculating infinity
09. 4th grade dropout
10. Weekend sex change
11. Variations on a cocktail dress

;)

ROSOLINA MAR - "BEFORE AND AFTER DINNER" (2006)

Italia, terra di poeti, santi, navigatori e giovani donne sotto l'età del consenso in visita a Villa Certosa. Aggiungerei alle quattro categorie umane del famoso detto in questione quella di musicisti con due palle così. E' infatti sacrosanto che, dalle nostre parti, scavando con cura sotto la spessa crosta della spazzatura da trasmissione musicale del primo pomeriggio su raidue, si possano trovare formazioni di notevolissimo valore artistico, collocabili oltretutto nei più disparati filoni di genere possibili. E, a proposito di genere, oggi si parla di... si parla di... ehm... math-rock? post-rock? funk? un qualcosa di lontanamente danzereccio? Chissà. L'eclettismo dei Rosolina Mar - o meglio - la loro originalità, ne rende impossibile una definizione precisa. Siamo di fronte, come la cover vi avrà già rivelato, ad un terzetto, composto da due chitarre ed una batteria, proveniente dal basso Veneto, forte di una serie numerosa di live in lungo e in largo per il Bel Paese. "Before and After Dinner" è il loro secondo lavoro, e, perbacco, è una figata pazzesca. Divertente, ritmato, strumentale, scomposto quanto basta, un po' 70's, un po' post-qualcosa, un po' black-funk-beat, un po' math. Notevole il fatto che i Rosolina Mar siano stati in grado di prendere a man bassa ispirazione da correnti tanto diverse, amalgamarle, e fondare una propria forte identità sonora. Per un certo periodo, mesi fa, ascoltai praticamente solo questo disco. Dopo averlo imparato a memoria, lo intervallai con il resto della libreria iTunes. Ora, mentre scrivo, lo sto sentendo. E penso che mi richiuderò in un ascolto esclusivo.
Madò, quanto spaccano.

Tracklist:
  1. Domenica Mattina la Benedizione dei Trattori
  2. Protopapetti
  3. Mingozo di Mongozo
  4. L'Ora di Religione
  5. Flesh Dance
  6. Before and After Dinner
  7. Il Culto del Cavo Elettrico
  8. Sea Tomato
  9. Amore Tossico
  10. Isa Eyes
  11. Car Patch (D-Tone)
  12. Tuttopapetti
;-)
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