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20090619

BRAND NEW - THE DEVIL AND GOD ARE RAGING INSIDE ME (2006)


Che disco gente. Dopo un inizio del nuovo millennio dove il 99% delle band definite "post hardcore" avevano totalmente perso di vista il messaggio lasciatoci da Fugazi & Co. si presentano questi Brand New, con già alle spalle un disco di qualità eccelsa ("Deja Entendu" 2003), a stravolgere le regole del gioco, composte ormai da ritornelli catchy ripetuti all'infinito e ragazzine urlanti sotto il palco. Rimettono sui binari il treno partito negli anni 90 che aveva come macchinista Ian Mackie e come controllori Mike Kinsella(American Football e altri diecimila progetti) e Bob Nanna( Braid e basta e avanza alla grande) e sostanzialmente creano un album che possiamo definire come una sorta di "what if" di Marvelliana memoria. Cosa sarebbe successo se da dopo lo scioglimento degli At the Drive In la scena non fosse stata conquistata da un branco di idioti mascara muniti venduti al pop pià massificato? The Devil And God Are Raging Inside Me. Meglio tardi che mai.

Tracklist:

1. Sowing Season (Yeah)
2. Millstone
3. Jesus Christ
4. Degausser
5. Limousine
6. You Won't Know
7. Welcome to Bangkok
8. Not the Sun
9. Luca
10. Untitled
11. The Archer's Bows Have Broken
12. Handcuffs
13. Luca (Reprise)

;-)

20090618

TEXAS IS THE REASON - "DO YOU KNOW WHO YOU ARE?" (1996)

Tempo fa, il buon xandreax pubblicò un post relativo ai Texas Is The Reason, più particolarmente al loro EP omonimo. Bene, "Do You Know Who You Are?", risalente all'ormai lontano 1996, è il loro primo ed unico full-lenght. Personalmente, lo ritengo pressochè equiparabile al disco manifesto del movimento emo (REAL emo) anni '90, "Something To Write Home About" dei Get Up Kids (che trovate sempre qui su Audiolesi). Inutile che sprechi caratteri nel descrivervi l'album oggetto di questo post: sapete, musicalmente, cosa aspettarvi. Probabilmente, però, ciò che troverete sarà ancor più emozionante, appassionato, coinvolgente e (soprattutto) "soleggiato" delle vostre previsioni. "Do You Know Who You Are?" è, a mio avviso, un capolavoro sotto ogni singolo punto di vista. Ah, se riuscite ad ascoltare "Nickel Wound" senza neanche un brivido, non siete umani. O siete già morti, fate voi.

Tracklist:
  1. Johnny On The Spot
  2. The Magic Bullet Theory
  3. Nickel Wound
  4. There's No Way I Can Talk Myself Out Of This One Tonight (The Drinking Song)
  5. Something To Forget
  6. Do You Know Who You Are?
  7. Back And To The Left
  8. The Day's Refrain
  9. A Jack With One Eye
;-)

20090617

THE DILLINGER ESCAPE PLAN - CALCULATING INFINITY (1999)


Come promesso eccovi i Dillinger Escape Plan. Tra i tre loro dischi e svariati ep (di cui uno interamente cantato da Mike Patton (non eccezionale comunqe)) ho scelto di postare proprio il loro primo full length. E anche il più inaccessibile. Cioè se siete quel tipo di persone che ai tempi del liceo trovandosi davanti a una derivata inorridiva, allora per voi è inaccessibile. A differenza degli album successivi questo non ha hit melodiche (perché i furboni fanno i video delle canzoni mooolto più orecchiabili per avvicinare tutti, poi quando ti compri il disco ti ritrovi un macello sonoro..). E' pura matematica gente. Matematica incomprensibile. Buon ascolto! ("buon" è una parolona in questo caso.. quindi vi auguro solo "Ascolto!")

01. Sugar coated sour
02. 43% burnt
03. Jim fear
04. *#..
05. Destro's secret
06. The running board
07. Clip the apex... Accept instruction
08. Calculating infinity
09. 4th grade dropout
10. Weekend sex change
11. Variations on a cocktail dress

;)

ROSOLINA MAR - "BEFORE AND AFTER DINNER" (2006)

Italia, terra di poeti, santi, navigatori e giovani donne sotto l'età del consenso in visita a Villa Certosa. Aggiungerei alle quattro categorie umane del famoso detto in questione quella di musicisti con due palle così. E' infatti sacrosanto che, dalle nostre parti, scavando con cura sotto la spessa crosta della spazzatura da trasmissione musicale del primo pomeriggio su raidue, si possano trovare formazioni di notevolissimo valore artistico, collocabili oltretutto nei più disparati filoni di genere possibili. E, a proposito di genere, oggi si parla di... si parla di... ehm... math-rock? post-rock? funk? un qualcosa di lontanamente danzereccio? Chissà. L'eclettismo dei Rosolina Mar - o meglio - la loro originalità, ne rende impossibile una definizione precisa. Siamo di fronte, come la cover vi avrà già rivelato, ad un terzetto, composto da due chitarre ed una batteria, proveniente dal basso Veneto, forte di una serie numerosa di live in lungo e in largo per il Bel Paese. "Before and After Dinner" è il loro secondo lavoro, e, perbacco, è una figata pazzesca. Divertente, ritmato, strumentale, scomposto quanto basta, un po' 70's, un po' post-qualcosa, un po' black-funk-beat, un po' math. Notevole il fatto che i Rosolina Mar siano stati in grado di prendere a man bassa ispirazione da correnti tanto diverse, amalgamarle, e fondare una propria forte identità sonora. Per un certo periodo, mesi fa, ascoltai praticamente solo questo disco. Dopo averlo imparato a memoria, lo intervallai con il resto della libreria iTunes. Ora, mentre scrivo, lo sto sentendo. E penso che mi richiuderò in un ascolto esclusivo.
Madò, quanto spaccano.

Tracklist:
  1. Domenica Mattina la Benedizione dei Trattori
  2. Protopapetti
  3. Mingozo di Mongozo
  4. L'Ora di Religione
  5. Flesh Dance
  6. Before and After Dinner
  7. Il Culto del Cavo Elettrico
  8. Sea Tomato
  9. Amore Tossico
  10. Isa Eyes
  11. Car Patch (D-Tone)
  12. Tuttopapetti
;-)

20090615

GENGHIS TRON - DEAD MOUNTAIN MOUTH (2006)


Si parla di musica estrema, quindi apposta per ledere l'audio.. E allora dove se non questo blog per postare i Genghis Tron? Questo è il primo album, preceduto da un ep, del trio americano mathcore elettronico. Un connubio un po' strano. In pratica fondono un po' i Dillinger Escape Plan (presto su Audiolesi) all'elettronica, e contornano con una voce alla Converge (Jane Doe style). Non so, io ho trovato questo album assai avvincente.. Probabilmente molti non condivideranno la mia impressione, ma io ve li propongo lo stesso.. E poi il nome è fico.

01. The folding road
02. Chapels
03. From the aisle
04. Dead mountain mouth
05. White walls
06. Badlands
07. Greek beds
08. Asleep on the florest floor
09. Warm woods
10. Lake of virgins

;)
se richiedesse la password eccola qui sotto
PASSWORD: strenghtcrew

ALGERNON CADWALLADER - "SOME KIND OF CADWALLADER" (2008)

Philadelphia, Pennsylvania, Stati Uniti. E' da qui che vengono gli Algernon Cadwallader. E, diamine, la cosa mi abbatte, perchè se solo fossero stati di qualche bel paese dell'entroterra laziale avrei avuto la possibilità di vederli live in uno dei tanti basement, i cui video riempono Youtube. Signori, "Some Kind Of Cadwallader" è una bomba. Rilasciato nel 2008 (distribuito in Italia da Sons Of Vesta), ma databile, dal punto di vista stilistico, a diversi anni prima. E' un disco di Mike Kinsella, anche se lui non fa parte della line-up; sembra farina del sacco dei Cap'n'Jazz; c'è dentro tutto il meglio degli American Football (anche loro su Audiolesi), più un qualcosa di indecifrabile, un ingrediente segreto appannaggio dei soli Algernon Cadwallader. Un disco passato sotto silenzio, sebbene presente sulle pagine di diversi blog; un gruppo misconosciuto, che meriterebbe, davvero, molto molto molto di più. "Some Kind Of Cadwallader" non potrà non entusiasmare gli amanti dell'indie del tempo che fu, dell'emo vero e proprio, lontano dalle deiezioni poser-musicali di troppe band odierne (disprezzo). Arpeggioni distesi e ultra-maggiori, architetture gioviali che si intrecciano alla perfezione, batteria sempre convincente e, soprattutto, voce ai limiti dello stonato/sbraitato in stile Braid & co. Se la gente non avesse i gusti di merda che ha, "Some Kind Of Cadwallader" sarebbe il perfetto disco dell'estate. Pazienza.

Tracklist:
  1. Casual Discussion In a Dome Between Two Temples
  2. Some Kind Of Cadwallader
  3. The Stars
  4. Horror
  5. Motivational Song
  6. Yo Soy Milk
  7. I've Got Piano
  8. Katie's Conscience
  9. Serial Killer Status
  10. In Response To Irresponsibility
;-)
via http://raptorhideout.blogspot.com/

20090613

EXPLOSIONS IN THE SKY - "HOW STRANGE, INNOCENCE" (2000)


Ci risiamo. Di nuovo il Texas, terra arida e desolata che, contrariamente a quanto suggerirebbe lo stereotipo dei suoi abitanti, ha dato i natali ad alcune delle band più valide degli ultimi quindici anni almeno. Di nuovo il post-rock, categoria sotto la quale si raggruppano molte delle opere che, un giorno, potremo considerare i classici della musica del nostro tempo, sebbene esso rimanga (menomale) un genere di nicchia. Di nuovo la Temporary Residence, che, non mi stancherò mai di dirlo, è un'etichetta dalle proposte assolutamente favolose. Bene, oggi su Audiolesi si parla di Explosions In The Sky, band di Austin, formatasi nel 1999. Appena un anno dopo vede la luce "How Strange, Innocence", demo autoprodotto in sole 300 copie, ripubblicato su larga scala nel 2005: è un capolavoro, forse il miglior lavoro del gruppo. Acerbo, a tratti ingenuo, sicuramente non ancora vittima dell'esperienza e della consapevolezza di chi musicista lo è di professione, ma capace di essere spontaneo e diretto come solo chi ha appena iniziato un percorso sa essere. C'è poco da dire, se non che "How Strange, Innocence" è un lavoro assolutamente commovente, il primo vagito di una formazione che detterà poi scuola. Ascoltate con cura queste "mini-sinfonie catartiche", come i quattro EITS amano definire i loro brani, non senza un pizzico di (sacrosanto) orgoglio: c'è un piccolo mondo, lì dentro.

Tracklist:
  1. A Song For Our Fathers
  2. Snow And Lights
  3. Magic Hours
  4. Look Into The Air
  5. Glittering Blackness
  6. Time Stops
  7. Remember Me As a Time Of Day
;-)

20090611

RADIOLESI Vol.2 - experimental music mix from Audiolesi





Vol. 2 (50'54")
feat. El Guapo, Wavves, Frank Zappa, Fugazi, Liars, Niobe, Ludus, Moondog, Portishead, Indian Jewelry, Joy Division, cLOUDead, Cheveu, Daedelus.

;-))))

RADIOLESI Vol.1 - experimental music mix from Audiolesi

Audiolesi is proud to present RADIOLESI, his first experimental music mix in mp3 format.




Vol.1 (13'52")
feat. Swell Maps, Ariel Pink's Haunted Graffiti, Pere Ubu, Tortoise, Old Time Relijun, The Residents


;-)))))


20090607

PIZZICATO FIVE - "MADE IN USA" (1994)


1985. Mentre Akira Fudo combatte Satana a zonzo per il Kantou, due compagni di scuola, Yasuharu Konishi e Keitaro Takanami, decidono di mettere su una band. Nasce il gruppo simbolo del movimento shibuya-kei (molto spesso foriero di vere e proprie deiezioni musicali): i Pizzicato Five (e già il nome è meraviglioso). Carriera eccezionale, che li porterà a collezionare successi in patria ed all'estero, consacrandoli de facto ad essere il primo gruppo giapponese noto al di fuori del Paese degli Dei (nonchè la prima fuoriuscita in America/Europa dello shibuya-kei, che, mi ripeto, fa cagare - ma non è questo il caso). La band non avrà una line-up fissa, eccetto per la presenza costante di Konishi-sama, e raggiungerà il culmine della notorietà con la presenza della bella Maki Nomiya alla voce: in ogni caso, nel corso dei loro sedici anni di carriera, i Pizzicato Five rimarranno sempre un trio. Dopo aver sciorinato dati reperiti su Wikipedia e Last.FM, arriviamo al sodo: "Made In USA" è una figata. Easy-listening, pop fino alla nausea, incredibilmente trash, esageratamente patinato: ma è proprio la sua debordante estetica nippo-moderna a farne un vero e proprio gioiello della musica giapponese (non si preoccupino gli Envy: per noi Audiolesi sono irraggiungibili). L'album in questione riunisce le hit dei tre LP precedenti, limitati al mercato del Sol Levante, e credo (senza averne la certezza) che sia la prima uscita del gruppo sui canali di distribuzione nostrani. Ascoltatelo, gioite, attaccate il karaoke e riunite parenti ed amici: divertimento assicurato.

Tracklist:
  1. "I" – 1:51
  2. "Sweet Soul Revue" – 5:19
  3. "Magic Carpet Ride" – 5:13
  4. "Readymade FM" – 0:13
  5. "Baby Love Child" – 3:32
  6. "Twiggy Twiggy"– 4:03
  7. "This Year's Girl #2" – 5:14
  8. "I Wanna Be Like You" - 4:10
  9. "Go Go Dancer" - 4:34
  10. "Catchy" - 7:12
  11. "Peace Music" - 3:51
;-)

DEFEATER - TRAVELS (2008)


La storia è la vita di un ragazzo, dalla nascita nel marzo del 1945 fino alla sua morte. Una vita travagliatissima. Con genitori drogati, ubriaconi, fratelli vendicativi e tutti finiti morti (a volte uccisi dal protagonista). Un lungo viaggio (travels appunto il titolo) fino al ritorno a casa. Una storia di "prese a male", con un protagonista preso a male. Infinita tristezza insomma.
Il tutto narrato in 11 canzoni e poco meno di 35 minuti. Dico la verità, sono stato spiazzato. Sapevo che era un concept album, ma non a questi livelli. Mi aspettavo più una cosa del tipo testi uniti da un filone principale. Invece zero! E' una vera e propria storia narrata cronologicamente in terza persona, con tanto di dialoghi diretti. Insomma un piccolo capolavoro della letteratura in forma musicale. Le trovate del gruppo sono anche geniali! Mi spiego: a un certo punto della storia il protagonista incontra un vagabondo che canta una canzone con la sua chitarra, e la canzone (del gruppo) si interrompe e subentrà questa acustica cantata dall'ipotetico vagabondo. Un piccolo intermezzo quindi, che ricorda molto lo stile Bright Eyes, un folk veloce con tanto di voce tremolante. Il disco intero invece è un hardcore (e come ti sbagli?? sto postando solo "qualsiasi cosa"-core) frenetico ma non velocissimo.. Per intenderci non il solito tuppatutupa galoppato, ma più sulla falsa riga di gruppi come Moder Life Is War e Verse. Più i primi che i secondi. Insomma questa nuova scuola di hardcore lento, straziato e preso a male, che sta prendendo piede.
Comunque una bella idea per un disco di questo genere, che oltre per la politica/ideali vari, raramente si addentra in altri argomenti.
Bravi.
Ps. penso che la copertina sia la foto della madre del protagonista.. boh.
Pps. regalino: la bella storia narrata

01. Blessed burned
02. Everything went quiet
03. Nameless streets
04. Forgiver forgetter
05. The city by dawn
06. Prophet in plain clothes
07. Carrying weight
08. Moon shine
09. The blues
10. Debts
11. Cowardice

;)

20090605

THE MARS VOLTA - "OCTAHEDRON" (2009)

[marsvolta_new.jpg]

Non c'è bisogno di presentazioni, questo è il loro ultimo lavoro. Il 26 giugno sono a Milano insieme a Korn, Nine Inch Nails e Faith no More. Vedete voi...

Omar Rodríguez-López had discussed the band's next album as early as January 2008, the month that The Bedlam in Goliath was released, claiming "I consider it to be our acoustic album." Cedric Bixler-Zavala has also spoken of the album as "acoustic" and "mellow," yet stated: "We know how people can be so linear in their way of thinking, so when they hear the new album, they're going to say, 'This is not an acoustic album! There's electricity throughout it!' But it's our version. That's what our band does -- celebrate mutations. It's our version of what we consider an acoustic album."

Compratelo su Amazon

Tracklist:
01 Teflon
02 Halo of Nembutals
03 With Twilight as My Guide
04 Cotopaxi
05 Desperate Graves
06 Copernicus
07 Luciforms

;-)

20090603

SAETIA - "A RETROSPECTIVE" (2001)


Geniale, quest' album è geniale. Proprio oggi mi sono andato a risentire questi Saetia con un pò di diffidenza dalla mia, dovuta ad un precedente ascolto fatto in un momento in cui non apprezzavo questo genere. Ebbene la mia diffidenza è stata totalmente spazzata via. "A retrospective"(raccolta di tutti i loro brani dal 92 al 97, anno dello scioglimento) è un album che rasenta la perfezione assoluta in ambito screamo/emo (quello vero, anni 90). Momenti di chaos alla Orchid uniti a splendidi momenti di quiete, arpeggi emozionanti e un cantato che definire disperato e sofferente è un eufemismo. I Saetia hanno creato lo stereotipo di una certa branca dell'alternative americana e non, e hanno influenzato una quantita enorme di band. E continueranno a farlo. E questo è bene.

Tracklist:

1. Notres Langues Nous Trompent
2. The Sweetness And The Light
3. An Open Letter
4. Woodwell
5. Corporeal
6. Ariadne's Thread
7. From The Firmament
8. Postlapsaria
9. Endymion
10. Roquentin
11. The Poet You Never Were
12. Some Natures Catch No Plagues
13. The Burden Of Reflecting
14. Closed Hands
15. Venus And Bacchus
16. One Dying Wish
17. Becoming The Truth

;-)

20090602

THE BRONX - THE BRONX (2003)


Stavolta si parla di punk rock gente! Punk rock un po' particolare (ma non troppo) molto influenzato dal rock'n'roll (e sennò perché si chiama punk rock??) e con una voce un pizzichino screamata (non scremata). Il gruppo in questione a dispetto del nome proviene da Los Angeles, California, la terra del punk rock (oltre che di Snoop Dogg e compagnia bella), scenario perfetto per questo disco. E se l'avete notato, sì la copertina fa cagare. Però il disco vale.

01. Heart attack american
02. False alarm
03. White tar
04. Cobra lucha
05. They will kill us all (without mercy)
06. I got chills
07. Gun without bullets
08. Notice of eviction
09. Kill my friends
10. Strobe life

;)

20090601

PIVOT - "SOUNDTRACK OF MY HEART" (2008)



Ottimo album strumentale, suggeritomi da Floriano. Il gruppo Australiano snocciola un krautrock elettronico, sperimentale e molto progressive. Più difficile da descrivere che da ascoltare.

Ecco un loro video molto carino:



1. October
2. In The Blood
3. O Soundtrack My Heart
4. Fool In Rain
5. Sing, You Sinners
6. Sweet Memory
7. Love Like I
8. Didn't I Furious
9. Epsilon
10. Nothing Hurts Machine
11. My Heart Like Marching Band
;-)
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