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20090403

SIGUR RÓS - "ÁGÆTIS BYRJUN" (1999)

Scrivo con una finestra aperta accanto. Nonostante il calendario mi ricordi che il clima dovrebbe essere mite e primaverile, la notte è fredda. E così deve essere. Il gelo leggero che mi sta intorno aiuta, se di parlare dei Sigur Rós si tratta.
Sigur Rós significa "rosa della vittoria", e Sigurrós è il nome della sorellina di Jón Jónsi Þór Birgisson (cantante e chitarrista), nata il 4 dicembre 1994, data di nascita della band. Nonostante i più vedano in "Takk..." (eccezionale) il miglior lavoro dei nostri, io credo che Ágætis Byrjun sia ancor più valido.
Ho quasi paura, nel commentarlo. Perchè è un disco che non merita di essere recensito da nessuno: è troppo, troppo, troppo e dico troppo intenso, avvolgente, lirico, poetico, immersivo; glaciale e mite come la bella Islanda, speranzoso come il vonlenska (lingua inventata spesso utilizzata nei testi), malinconico e ricco come i ricordi di un passato perduto, trascinante, abbacinante come gli orizzonti del futuro che ognuno scorge al proprio risveglio. Risveglio... di una natura sepolta dal ghiaccio, di una primavera gelida, dei fiori che nascono anche nel gelo. Un inno alla vita, musica che permea i respiri di chi ascolta. Da ogni accordo, ogni apertura d'archi, da ogni reverse utilizzato, proviene pura estetica musicale, pura bellezza.

Ágætis Byrjun, che significa "un buon inizio" è un disco estremo. Estremamente bello. Un capolavoro assoluto.

Tracklist:
  1. Intro
  2. Svefn-g-Englar
  3. Starálfur
  4. Flugufrelsarinn
  5. Ný batterí
  6. Hjartað hamast (bamm bamm bamm)
  7. Viðrar vel til loftárása
  8. Olsen Olsen
  9. Ágætis byrjun
  10. Avalon
;-)
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