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20090621

GOD IS AN ASTRONAUT - "ALL IS VIOLENT, ALL IS BRIGHT" (2005)


Dall’Irlanda vengono ad incantarci con le loro toccanti ed emozionanti canzoni i GOD IS AN ASTRONAUT. Il terzetto ormai affermatosi da anni nel panorama post-rock mondiale, oggi al loro quarto album omonimo, non smette di stupire il pubblico con dischi sempre più originali pieni di sperimentazioni mai banali. ALL IS VIOLENT ALL IS BRIGHT è il loro masterpiece e disco più venduto. 10 brani che, come il genere insegna, contengono ognuno il loro caratteristico giro melodico trionfante intorno al quale nasce piano piano un universo musicale inesplorato da mente umana. Ci sentiamo proprio come degli astronauti quando ascoltiamo questo gruppo perché l’impressione è proprio quella di venire a contatto con mondi inesplorati, tutto questo grazie alle originalissime soluzioni musicali. Da FRAGILE a FOREVER LOST (la mia preferita) è un unico respiro, si resta senza fiato e alla fine della terza traccia si può finalmente espirare, rendersi conto di cosa sia successo, di dove ci troviamo, e farsi subito rapire da FREE FILES AND EMPTY SKIES e solo all’ultima WHEN EVERYTHING DIES ci si rende conto che ben 48 minuti e 32 secondi prima si era messo il disco nel lettore, o la cassetta nel mangianastri, o l’acqua sul fuoco che starà bollendo eccessivamente. C’è da restare del tutto imbambolati di fronte alla musicalità di questo disco, ai suoi giri di piano commoventi sostenuti da chitarre espressive all’ennesima potenza, il tutto farcito da soluzioni elettroniche perfette.
Ragazzi e così è stato pure il concerto a Roma all’Init il 28 maggio. Una carrellata infinita di geniali composizioni strumentali (contornate da rare vocalizzazione di Torsten Kinsella) accompagnate da video proiettati su maxi schermo, inneggianti alle scoperte aerospaziali dell’uomo, alle bellezze della natura e alle brutture della guerra. Dopo lo show ho avuto l’onore di conoscere la band e di chiacchierare col batterista, un simpatico ometto che butta giù rum come fosse acqua san gemini, che non la smetteva di dirmi quanto fosse dispiaciuto per le molte persone che non sono potute entrare causa il TUTTO ESAURITO DELL’INIT. Più che una recensione al disco ho fatto una recensione al gruppo, ma credetemi, loro meritano tutta l’attenzione possibile.

POST scriptum: dicevano che sarebbero tornati in Italia, tenete d’occhio le date!

Torsten Kinsella (Voce, chitarra, tastiere)
Niels Kinsella (Basso, chitarra, visualizzazione)
Lloyd Hanney (Batteria, Synths)
Tracklist:


1. "Fragile" – 4:34
2. "All Is Violent, All Is Bright" – 4:14
3. "Forever Lost" – 6:22
4. "Fire Flies and Empty Skies" – 3:55
5. "A Deafening Distance" – 3:49
6. "Infinite Horizons" – 2:28
7. "Suicide by Star" – 4:38
8. "Remembrance Day" – 4:16 (A new version of "Remembrance" from The End of the Beginning)
9. "Dust and Echoes" – 4:13
10. "When Everything Dies" – 10:00
The song "Halo of Flies" is contained on the last track after a period of silence.

;-)

10 commenti:

Freds ha detto...

ottimo! ero proprio curioso di sentirli...

Regular John ha detto...

mi piace il tuo post su un gruppo post. è tutto a post.

g. ha detto...

cmq sono appena tornato dalle post

Regular John ha detto...

un post al sole

xandreax ha detto...

òòòhhh finalmente! lì aspettavo:) ps:ma quanti kinsella ci sono nel mondo?

g. ha detto...

l'hai fatto a post?

Regular John ha detto...

già. c'è post per tutti.

robertotad ha detto...

ei siamo in molti, qui si sta un post retti

Regular John ha detto...

in effetti è un post rano

robertotad ha detto...

il fiume Post raripa quando piove molto

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