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20091130

AUDIOPOST@/4: CURRENT 93 - LUCIFER OVER LONDON (1994)




Ed ecco la nuova recinzione di LoMerz che, dopo aver aperto una querelle di marzapane sullo Zulù, adesso si fa perdonare con un po' di sano nazifemminismo satanista. Plaudo l'iniziativa, e vi invito ancora una volta a scriverci numerosi. La recensione più bella inviataci entro Natale si garantirà una bella sorpresa: un pacco/regalo firmato Audio_Lesi contenente n.1 bottiglie di spumone, n.7 tracagnotti con le olive e la bellezza di 9.000 euro in vecchi gettoni telefonici di nickel. Come nuovi!


Oggi si parla di musica esoterica o apocalyptic folk, che dir si voglia.
Scrivere dei Current 93 non è affatto cosa semplice perché, come voi crowleyani certamente saprete, l'architetto del collettivo in questione, ossia David Tibet, porta con sé un bagaglio culturale che trasborda esoterismo e religioni da tutte le fessure. Ma mi farò io carico di questo peso, non perché me ne senta particolarmente capace, piuttosto perché nell'ultimo mese ci sto in fissa a mille.
Ora però cerchiamo di fare un po' di luce sulla questione.
La Corrente 93, da cui Tibet ha deliberatamente preso il nome, è la denominazione che Aleister Crowley dava alla sua dottrina, la quale fondeva satanismo, magia, massoneria, esoterismo, sesso rituale ed occultismo di vario genere. David Tibet, affascinato da tale dottrina, stende testi basati su tali temi occupandosi, a sua volta, di vita, morte e apocalisse (no, stavolta niente miracoli) richiamando di continuo il simbolismo occulto.
Anche dal punto di vista meramente musicale è un personaggio che s'è tenuto sempre attivo. In principio era industrial ("in principio era Pravda: Parola-Verità, Parola-Verità!"), ma si sa che le vie dell'industrial sono infinite; tant'è che presto arrivarono sintesi minimaliste dalla durata considerevole: a tal proposito voglio ricordare In Mestrual Night, un album composto da tre tracce dalla durata aliena di 52 e rotti minuti. Nel 1987, invece, lo stile folk ebbe il sopravvento stillando, forse, la vena più caratteristica ed originale del progetto che nel 1992 promulgò la propria pietra filosofale: Thunder Perfect Mind.
Quello che invece oggi è oggetto di recensione, fu inciso nel 1994 e, come fanno intendere le note di Paranoid dei Black Sabbath sull'intro del primo pezzo, è un disco più rockeggiante ed aggressivo.
Anche questo ep (e chiamiamola ep una registrazione che dura mezzora...!) è composto da una triade, tre fasi di un cambiamento profondo: l'alllontanamento dalla filosofia luciferina; lo smarrimento e l'avvilimento causato dall'assenza di punti di riferimento; l'approccio - forse in senso lato - al cristianesimo esoterico.
Oltre a lasciar trasparire, come già detto, una componente più aggressiva rispetto ai lavori precedenti, Lucifer Over London è anche una transizione particolarmente sofferta in cui vengono descritti scenari impressionanti e talvolta toccanti.
Tra pesci dorati e bambini in decomposizione dalla testa di cavallo, preparatevi ad un viaggio che cambierà il vostro modo di sentire.
Inchinatevi di fronte al genio malefico di David Tibet; amatelo o perite.

P.S. - Giusto in questi giorni ho letto che nell'ultimo album dei Current, David Tibet si è avvalso della collaborazione di un personaggio alquanto insolito, vale a dire Sasha Grey. Chi è Sasha Grey? Digitatene il nome su Google, capirete in fretta. Vi consiglio di visionare anche questo video.


1. Lucifer Over London Parts I & II (7:48)
2. Sad Go Round (5:46)
3. The Seven Seals Are Revealed At The End Of Time As Seven Bows: The Bloodbow, The Pissbow, The Painbow, The Faminebow, The Deathbow, The Angerbow, The Hohohobow (13:40)

;) - via http://situomerz.blogspot.com/

YMA SUMAC - MAMBO! (1954)




"E allora mambo!", cantava il Vinicio Clonessela. Peccato che il vero Mambo è stato inventato in Perù negli anni Cinquanta. A far da madrina, l'idolo sessuale della classe di Lima 1940. Fece fortuna in America, come tanti altri, ma laggiù a Ichocá ancora se la ricordano, quando tagliava la mortadella e ti riempiva le bombe con la crema. La sua voce pompa, come fai a non volerle bene?


ma che bel video:


1. Bo Mambo 3:20
2. Taki Rari 1:50
3. Gopher 2:17
4. Chicken Talk 3:04
5. Goomba Boomba 4:13
6. Malambo No. 1 2:56
7. Five Bottles Mambo 2:48
8. Indian Carnival 2:06
9. Cha Cha Gitano 3:52
10. Jungla 2:23
11. Carnavalito Boliviano 2:06

AFTER DINNER - PARADISE OF REPLICA (1989)




Sotto lo pseudonimo di After Dinner si cela la cantante/performer Haco, più tardi confluita nel power trio Hoahio. Questo disco, il debutto, è pura avanguardia giapponese (e ho detto tutto), con influenze che spaziano dal suono tradizionale del Shakuhachi alla new wave. Semplicemente micidiale. Sconsigliatissimo se avete intenzione di sbronzarvi con la grappa.

Questo è un pezzo dal loro secondo disco ("Glass tube"):


1. Paradise Of Replica (3:28)
2. A Walnut (4:27)
3. Kitchen Life I (2:06)
4. Motercycle (1:19)
5. Kitchen Life II (1:22)
6. Ironclad Mermaid (4:42)
7. Dancing Twins (0:58)
8. KA-NO-PU-SU-NO-HA-KO (7:51)
9. I'll Just Go Birdwatching (3:13)

;-) - VIA museorosenbach.blogspot.com

JÓNSI & ALEX - "RICEBOY SLEEPS" (2009)

Sono in tanti a fare musica. Ma solo pochi, pochissimi, riescono a penetrare i recessi più intimi della mente di chi ascolta, a farti commuovere, a distruggere ogni resistenza tra te, fruitore, e la bellezza più pura intesa in senso astratto.
Jón Þ
ór Birgisson è il leader del più grande gruppo della Terra, i Sigur Rós. Alex Somers è un visual artist e musicista americano, fidanzato di Jónsi (e con lui residente a Reykjavík), leader dei Parachutes (che non conosco) e disegnatore di numerose copertine per i Sigur Rós, tra cui quella del capolavoro "Takk...". I due hanno inciso questo album, "Riceboy Sleeps", di musica ambient. É un disco meraviglioso. Sentitevelo ad occhi chiusi, con calma, senza fare nient'altro.
(lacrimuccia)

P.S.: qui trovate i video di alcuni brani, creati da
Jónsi & Alex stessi.

Tracklist:
  1. Happiness
  2. Atlas Song
  3. Indian Summer
  4. Stokkseyri
  5. Boy 1904
  6. All The Big Trees
  7. Daníell In The Sea
  8. Howl
  9. Sleeping Giant
;-) via http://tienditadediscos.blogspot.com

20091129

PROPAGANDHI - "HOW TO CLEAN EVERYTHING"- (1994)-



Storia del punk-hardcore.Formatisi nel lontanto 1986, il primo disco della band canadese vide la luce nel 1994 grazie ad un tale signor Fat Mike che li scoprì e li aiutò non poco a muoversi nel crescente mondo skate-punk di inizio anni 90. La tecnica si unisce al punk-hardcore melodico e l'attitudine raggiunge grossi apici.Per quanto infatti siano stati aiutai nell'inizio della loro carriera ("inizio" è un parolone perchè sono stati scoperti 7 anni dopo la loro nascita), la band ha lavorato molto da sola con la loro etichetta la G7 Welcoming Committee, per quanto la Fat Wreck abbia comunque continuato a supportarli.Ironici, simpatici,impegnati,veri muscicisti,punkers a tutti gli effetti, sono ora molto cresciuti e continuano ancora a girare e a sfornare qalche disco ogni tanto. Le loro performance sono ancora devastanti (anche se quando li ho visti a roma un po'si vedeva che gli anni iniziano a farsi sentire...) e molto coinvolgenti.Non esistono due dischi uguali, ovvero il genere varia moltissimo dal punk puro di "How to clean everything" all'hardcore con la acca maiuscola di "Today's empire,tommorrow's ashes" fino al punk-tecnico-boh degli ultimi due lavori, forse quelli più vicini riguardo al genere.

Tracklist:
1. Anti-Manifesto - 3:36
2. Head? Chest? Or Foot? - 2:04
3. Hate, Myth, Muscle, Etiquette - 2:43
4. Showdown (G.E./P.) - 3:47
5. Ska Sucks - 1:50
6. Middle Finger Response - 2:23
7. Stick the Fucking Flag Up Your Goddam Ass, You Sonofabitch - 2:51
8. Haillie Sellasse, Up Your Ass - 4:11
9. Fück Machine - 3:06
10. This Might Be Satire - 1:34
11. Who Will Help Me Bake This Bread? - 2:41
12. I Want Ü 2 Vant Me - 2:47 (cover dei Cheap Trick)
13. Fuck - 0:04
14. Fuck - 0:04
15. Fuck - 0:04
16. Fuck - 0:04
17. Fuck - 0:04

;-) via http://discostoxicosrecords.blogspot.com/search/label/http%3A%2F%2Fwww.mediafire.com%2F%3Feina5dzmzyd

20091128

MUM-"FINALLY WE ARE NO ONE"- (2002)-



Per allietare l'attesa del concerto di lunedì, propongo l'ascolto del secondo disco dei Múm.Le sonorità della band si fanno mooolto rilassanti e a tratti rasentano i suoni 8bit delle vecchie consolle dei videogame.Esistono due versioni del disco, una in inglese e una in islandese ("Loksins erum við engin" è il nome in lingua originale).Sinceramene non so quale abbia trovato, ma se non capite nulla di quello che sentirete perchè pare che a cantare sia Legolas o la signora degli elfi, allora forse è la verisone isalndese.Il disco è colmo di atmosfere magiche, vi dico solo che è stato registrato in un faro sulle coste islandesi, al quale si poteva arrivare solo via mare. Senza parole.

Tracklist:
1. Sleep/Swim - 0:50
2. Green Grass of Tunnel - 4:51
3. We Have a Map of the Piano - 5:19
4. Don't Be Afraid, You Have Just Got Your Eyes Closed - 5:43
5. Behind Two Hills,,,,A Swimmingpool - 1:08
6. K/Half Noise - 8:41
7. Now There's That Fear Again - 3:56
8. Faraway Swimmingpool - 2:55
9. I Can't Feel My Hand Any More, It's Alright, Sleep Still - 5:40
10. Finally We Are No One - 5:07
11. The Land Between Solar Systems - 11:58

;-) via http://euphonos.blogspot.com/2009/09/mum-finally-we-are-no-one.html

20091127

THE SMITHS - "THE QUEEN IS DEAD" (1986)


Su richiesta incessante del buon xandreax, incuriosito dal mio continuo inneggiare alla bellezza di questo disco, vado a proporvi questo capolavoro del Pop. Si signori miei, perché in fin dei conti di questo si tratta: Pop nella sua massima espressione, nella sua massima completezza artistica ed estetica. Gli Smiths amano svariare attraverso i sotto-generi derivanti da tutto il rock delle decadi precedenti. Si va dalla ballata al pezzo in mid-tempo, dal post-punk ai sixties, con scioltezza. Ma diciamolo pure, gran parte della bellezza di questo disco è dovuta alla inconfondibile voce e alle ironiche, taglienti e allo stesso tempo struggenti liriche del buon vecchio Morrisey, una delle figure più importanti del panorama musicale inglese degli ultimi, ehm, 10.000 anni? Molti ( tra cui gli stessi Morrisey e Johnny Marr, chitarrista e co-leader della band) vi diranno che il loro miglior album è il successivo Strangeways, Here We Come (comunque bellissimo), ma io lo metto leggermente sotto questo imperdibile album.

Tracklist:

  1. The Queen Is Dead (medley) – 6:24
  2. Frankly, Mr Shankly – 2:17
  3. I Know It's Over – 5:48
  4. Never Had No One Ever – 3:36
  5. Cemetry Gates – 2:39
  6. Bigmouth Strikes Again – 3:12
  7. The Boy with the Thorn in His Side – 3:15
  8. Vicar in a Tutu – 2:21
  9. There Is a Light That Never Goes Out – 4:02
  10. Some Girls Are Bigger Than Others – 3:14

AUDIOPOST@/3 - O' ZULU' "IN THE AL MUKAWAMA EXPERIMENT 3" (2005)


 Riceviamo e ripubblichiamo (ahimè con qualche giorno di ritardo) la seconda recensione del nostro caro amico LoMerz, che stavolta si è andato ad infilare in un pericoloso ginepraio fatto di aizza-napoletani, centri sociali occupati, Bjork de noantri e mmo' co cazz ce cacciate. Ricordiamo poi ai gentili lettori di prestare molta attenzione alle parole dello Zulù, unico esemplare di uomorsomaiale partenopeo che, cantando le bassezze del capitalismo avanzato occidentale (oh yeah), ci aveva predetto il crollo di wall street fin dal lontano 1916.





Presentare 'o Zulù è inutile, almeno spero. Tuttavia, per elaborare una recensione, l'introduzione all'artista è necessaria e funzionale allo scopo.
Quindi lo presento.

Luca Persico, in arte "'o Zulù", è un ecclettico... cantante? Uhm... no. Vocalist? Mah, neppure. Rapper? Ma che sei fuori?! Oratore! Ecco cos'è! Dicevo...
'O Zulù è un ecclettico oratore partenopeo unico nel suo genere, che ha sempre saputo evolversi e migliorare negli anni.
Politicamente è estremamente estremista, difatti i suoi primi passi da musicista li ha mossi nell'ormai leggendario C.S.A.O. Officina 99 con i suoi 99 Posse, recentemente riuniti a distanza di anni 7 (sette), privi della svendutissima Meg (occupata a fare la Björk de noantri o, se preferite, dei poveri) e attualmente impegnati in un tour che li vede girovagare per lo stivale e che si chiuderà a Londra (!) - e me li son persi a Marghera so io grazie a chi!
Il punto di forza del Persicone sono sicuramente le liriche, ma la base musicale non è assolutamente da sottovalutare. In principio gli acerbi 99 proponevano un Reaggae misto Hip Hop molto scarno ma divertente. Quando si unirono ai Bisca (altra band partenopea) subirono la svolta stilistica che li portò a diventare quel gruppo attivista che avrebbe lasciato un profondo segno nella testa di chi ha avuto la fortuna di capirne i testi, quasi sempre in dialetto.
Negli anni è poi subentrata la componente elettronica/raggamuffin e pur proponendo qualche tamarrata, sono sempre riusciti a sfornare album di buon livello. Nel 2001 salutano il pubblico col bellissimo live/b-sides/remixes NA 99 10.
Ma 'o Zulù di cose da dire ne ha a bizzeffe, è anche per questo che canta sempre in modalità "mitragliatrice". Così nel 2003 fonda gli Al Mukawama (in lingua afghana: "la resistenza") e si lancia in un discreto progetto sperimentale, anche se passato per lo più in sordina.
Nel 2005 - ed ecco che arrivo finalmente al punto - sfida il suo passato rapportandolo col presente: organizza un tour in cui presenta sia pezzi inediti che meddley remiscelati (99 Posse vs Al Mukawama) con spartiti totalmente nuovi spesso dal gusto mediorientaleggiante, e fa registrare i vari concerti ricavandone, infine, un doppio cd. La sfida, non c'è manco da dirlo, è stata stravinta: l'album risulta tutt'oggi attualissimo, tocca tematiche che forse neanche il più accanito anarchopunk ha mai trattato così dettagliatamente e musicalmente è delizioso. Di certo, assieme all' Incredibile Opposizione Tour, è stato l'apice della produzione d'o Zulù.
Oh, se poi riesce ancora una volta a superarsi, mi sa che è pure meglio.

Disc 1
  1. Napolì
  2. Assalaam Aleikum
  3. Giuanne palestina
  4. La mia testa
  5. L'assalto
  6. 30000 Hermanos
  7. Flowers of filastin
  8. We don't need new antifa songs
  9. Gattuinnà
  10. And you call it peace
  11. Hic sunt terrones

Disc 2
  1. Fortezza europa
  2. Uss
  3. Stop the terror
  4. Ramme 'o documento
  5. Nuntereggae più
  6. Curre curre guaglio'
  7. Ya se mira el horizonte
  8. El pueblo unido global

;) 1 - ;) 2 - via http://situomerz.blogspot.com/

20091126

MUM - YESTERDAY WAS DRAMATIC, TODAY IS OK





Cari amici di Audiolesi
qui c'è un guppo di Islandesi

che tra gli altri preferisco.
Tra un gayser e un rococò

ecco il loro primo disco,
che tra un mucchio di popò
io con stima preferisco.
Non c'è sesso senza amore
blaterava un bieco cantautore.
Allora io dico:
"Siate allegri, giammai tristi,
che lunedì prossimo
ci sono i mùm al Circolo degli Artisti".




1. I'm 9 Today
2. Smell Memory
3. There Is a Number of Small Things
4. Random Summer
5. Asleep on a Train
6. Awake on a Train
7. The Ballad of the Broken Birdie Records
8. The Ballad of the Broken String
9. Sunday Night Just Keeps on Rolling
10. Slow Bicycle

;-) - via rocksexandothermusic.blogspot.com

TORTOISE - LIVE CLIP

 Per tutti quelli che se lo sono perso, e sono in tanti, ecco un assaggino del concerto di ieri dei Tortoise.  Il video fa schifo, ero dietro dietro, ma l'audio è venuto da paura per essere fatto con l'iphone (grazie Steve). Si capisce bene di che pasta son fatti i chicagoani, che si alternavano alle chitarre e ai sinth e a qualsiasi altro strumento con una naturalezza da primo della classe.

I due pezzi nel video sono "Prepare your coffin" (tratta dall'ultimo "Beacons of...") e una magnifica versione di "Along the banks of rivers" (il pezzo che chiude il masterpece ("Millions now living...").

Clap clap.

IF THESE TREES COULD TALK -"IF THESE TREES COULD TALK"- (2006)-



Festeggiamo il 400esimo post di audiolesi!L'onore spetta al gruppo "If these trees could talk", band piuttosto recente che nel grande mare del post-rock strumentale piagnone riesce a distinguersi.Oddio, ci sono alcuni giri ultrarisentiti, però il lavoro scorre velcoe e quella vena di rock con le chitarre belle distorte che spesso appare in questo loro primo lavoro sorprende e fa rimettere play al disco una volta terminato.Piacevole scoperta.

Tracklist:
1. Malabar Front
2. Smoke Stacks
3. The Friscalating Dusklight
4. Signal Tree
5. The Death of Paradigm
6. 41°4'23n, -81°31'4w

;-) via http://poorkidsrecords.blogspot.com/2009/11/if-these-trees-could-talk-if-these.html

20091125

RUN-D.M.C. - RAISING HELL (1986)


Torno sulla black music perché nessuno ancora ha postato nulla dei Run-D.M.C. e ciò non va bene. Terzetto rap del Queens (NYC) e fondamentale come il burro sotto la marmellata. Se non ci fossero stati loro probabilmente i Beastie Boys non si sarebbero mai dati all'hip-hop. Sono i padroni indiscussi della rima (quella lenta) e sono quelli che contribuirono, proprio con il successo di "Raising Hell" (loro terzo album), a dare una forma nuova all'hip-hop, facendolo entrare nella sua golden age. Furono anche il secondo gruppo al mondo ad entrare nella Rock and Roll Hall of Fame (i primi sono stati Grandmaster Flash & the Furious Five), e hanno scritto "Walk This Way" in collaborazione con gli Aerosmith. Mica cazzi!
Insomma, inchiniamoci tutti davanti alla loro imponenza!

Ps. Ho trovato solo la versione rimasterizzata, con dentro un po' di roba in più..



01. Peter Piper
02. It's tricky
03. My Adidas
04. Walk this way
05. Is it live
06. Perfection
07. Hit it run
08. Raising hell
09. You be illin'
10. Dumb girl
11. Son of Byford
12. Proud to be black

;) (via http://freedumbmusic.blogspot.com/)

A-FRAMES - S/T (2002)




Quella che vedete qui sopra è una diapositiva dell'album d'esordio degli A-Frames, f.i.g.h.i.s.s.i.m.o. power trio della piovosissima Seattle. Il loro suono è supergrezzo, la loro attitudine pleistocenica. Avrei tanto voluto aver postato il loro terzo lavoro, Black Forest, che non riesco a trovare da nessuna parte. Si vede che, pur essendo stato pubblicato dalla mitica SubPop, si tratta di roba troppo underground anche per il ricchissimo sottobosco musical-bloggereccio cui siamo tanto affezionati. "Black Forest", il loro secondo album, riesce - grazie anche ad una fase di registrazione/masterizzazione ben più sopraffina dell'esordio - a rendere meglio la loro graniticità sonora. Ad ogni modo, per spiegarmi meglio vi allego qui sotto un paio di bei video tratti dalle loro ultime robe. A presto.



  1. Hostage Crisis
  2. Calculator
  3. Chemical
  4. Plastica
  5. Nobot
  6. Empty Particles
  7. Electric Eye
  8. Surveillance
  9. Test Tube Baby
  10. 333
;-) - via pappaoomaumau.blogspot.com

KING CRIMSON - "IN THE COURT OF THE CRIMSON KING" (1969)


Il disco bandiera del movimento progressive anni '70.Questo disco è talmente avanti che è del 1969, è il predecessore quindi di tutto il mare in tempi dispari degli anni degli acidi e delle droghe sintetiche.Tutta l'anima del prog-rock è riassunta nel primo lavoro del Re Cremisi.Non c'è infatti solo la spavalderia di far vedere che i componenti del gruppo sono mostri sacri della tecnica musicale, ma è presente una capacità di creare melodie da far venire i brividi e di riuscire, con la tecnica di registrazione del tempo, a creare atmosfere fantasiose.Quello che poi Fripp e compagni hanno fatto successivamente è degno di nota (il progetto Asia e altri pochi bei disci dei King Crimson, vedi Discipline, e tutte le altre cose soliste) ma credo che con questo lavoro hanno sfornato ciò che li renderà immortali.Benvenuti alla corte del Re Cremisi.

Tracklist:
1. 21st Century Schizoid Man (Including Mirrors)
2. I Talk to the Wind
3. Epitaph
4. Moonchild
5. In The Court Of The Crimson King

;-) via http://ehbeyehateblog.blogspot.com/2009/11/king-crimson-in-court-of-crimson-king.html

20091124

MILLENCOLIN - "PENNYBRIDGE PIONEERS" -(2000)-



Per la serie "i dischi della nostra infanzia",propongo in questa sede uno degli album che più accompagnò la giovane età di molti punk-rockers kids.Punk, hardcore melodico, rock'n'roll e un pochino di emo vecchio stile compongono il disco più riuscito degli svedesi Millencolin. Il grande Nikola Sarcevic canta in questo lavoro i più malinconici e spensierati ritornelli del punk-rock adolescenziale.

Tracklist:
1. No Cigar - 2:43
2. Fox - 2:02
3. Material Boy - 2:23
4. Duckpond - 2:50
5. Right About Now - 1:48
6. Penguins & Polarbears - 2:53
7. Hellman - 2:40
8. Devil Me - 2:40
9. Stop to Think - 2:12
10. The Mayfly - 3:05
11. Highway Donkey - 2:29
12. A-ten - 3:00
13. Pepper - 1:48
14. The Ballad - 4:50

;-) via http://kill-radio-stars.blogspot.com/2009/09/pennybridge-pioneers-millencolin.html

20091123

MY BLOODY VALENTINE - LOVELESS (1991)


Cari signori ci troviamo davanti a un manifesto. Il manifesto dello shoegaze. Con questo disco il "fissare-le-scarpe" raggiunse il livello massimo di successo, per poi declinare fino a scomparire a metà degli anni '90. Muro di accordi continuo, effetti vari, bending a gogo e una dolce voce femminile che si amalgama con il suono compatto del disco sono le caratteristiche principali di "Loveless". Per tutta la durata si respira un'atmosfera da sogno, quasi stordente. Lo posso dire apertamente, arrivi alla fine che non capisci più una mazza. Però non fa un brutto effetto, anzi quasi viene voglia di premere il tasto repeat e ripartire con il viaggione del "sogno o son desto". Bello. A tratti un po' strano, ma bello.



01. Only shallow
02. Loomer
03. Touched
04. To here knows when
05. When you sleep
06. I only said
07. Come in alone
08. Sometimes
09. Blown a wish
10. What you want
11. Soon

;) (via http://thesechildrenareelectric.blogspot.com/)

PIXIES -"TROMPE LE MONDE" - (1991)



Il termine indie-rock è oggi sfruttato da ogni parte e spesso ci si dimentica del potere della sua etimologia."Indie" sta per independent e "rock" sta per rock (pensa un po')."Inependent" è appunto la parolina che spesso si dimentica quando si attribuisce ad un gruppo la nomina di band indie-rock.Il fatto di essere indipendenti indicherebbe due cose ben precise: non appartenere ad una etichetta discografica major, e il non essere legati a precisi rami musicali. Ora ditemi come band del calibro di Babyshambles,Wombats,Dirty Pretty Things,Does it offends you,yeah? e fighettame vario si possano definire indie-rock, senza nulla togliere al loro successo e presa sul pubblico, sia chiaro.Quando allora sento i Pixies penso "cazzarola se questo è indie-rock", per quanto anche loro furono aiutati dal mercato della musica non proprio underground indipendente, almeno l'orecchio prova nuove emozioni al loro ascolto.E con "Trompe le Monde" queste emozioni non macano di certo. E'difficile infatti trovare canzoni somiglianti o che ci azzecchino l'una con l'altra. Degnissime di nota sono la cavalcante "Trompe le monde" e la fenomenale "Alec Eiffel" (canzone della quale nientepopodimeno che i The Get Up Kids fecero la cover in Eudora).Insomma, sono maestri.

Tracklist:
1. "Trompe le Monde" – 1:48
2. "Planet of Sound" – 2:06
3. "Alec Eiffel" – 2:50
4. "The Sad Punk" – 3:00
5. "Head On" – 2:13
6. "U-Mass" – 3:01
7. "Palace of the Brine" – 1:34
8. "Letter to Memphis" – 2:39
9. "Bird Dream of the Olympus Mons" – 2:48
10. "Space (I Believe In)" – 4:18
11. "Subbacultcha" – 2:09
12. "Distance Equals Rate Times Time" – 1:24
13. "Lovely Day" – 2:05
14. "Motorway to Roswell" – 4:43
15. "The Navajo Know" – 2:20

via http://kill-radio-stars.blogspot.com/2009/11/trompe-le-monde-pixies.html

20091122

MAPS AND ATLASES - "YOU AND ME AND THE MOUNTAIN" (2008)


Non riesco davvero a capire perchè non avessi ancora postato questo EP. Ricordate i Maps & Atlases, di cui parlammo tempo fa con il loro capolavoro math-rock "Tree, Swallows, Houses"? Bene, con "You And Me And The Mountain" la band di Chicago si conferma essere un cavallo di razza. Penso seriamente che, con il loro prossimo album (di cui purtroppo non ho notizie), diventeranno il mio gruppo preferito. Intanto godiamoci questo video da applausi.

Maps & Atlases - Ted Zancha (Live @ AEMMP Records Industry Night 2009) from The Belmont Sessions on Vimeo.



Tracklist:
  1. Witch
  2. Artichokes
  3. You And Me And The Mountain
  4. Daily News
  5. Ted Zancha
;-) via http://coloursareburning.blogspot.com

20091121

THEM CROOKED VULTURES - "[S/T]" (2009)

Audiolesi è un blog giovane ed al passo con i tempi, sempre a caccia della notizia. Come non parlare dunque della band che sta catalizzando l'hype internettiano degli ultimi tempi (io ero l'unico a non saperne nulla fino ad una rivelatrice conversazione telefonica)?
I Them Crooked Vultures sono un supergruppo. Ora, io ho sempre odiato i supergruppi. Però stavolta è diverso. Stavolta ci sono due dei miei miti assoluti musicali, più un mostro sacro che dire con i controcazzi è riduttivo. Joshua Homme. Dave Grohl. John Paul Jones. Cristo, scusate se è poco.
Ora, il risultato del loro lavoro assieme è facilmente deducibile da una semplice operazione algebrica. Josh Homme = stoner, e non si scappa; in qualsiasi progetto il nostro si cimenti, ne esce fuori roba alla QOTSA stoner'n'roll, con la sua vocina in falsetto ed i riffetti di chitarra satanico/blueseggianti. John Paul Jones = bassista dei Led Zeppelin; serve che aggiunga altro? Dave Grohl = il mito assoluto, il più grande di tutti, il Messiah dei nostri tempi. Ora, quanto fa Homme + Jones + Grohl? Fa FICATA. E così è. Un fottuto cazzo di disco ROCK.



Tracklist:
  1. No One Loves Me & Neither Do I
  2. Mind Eraser, No Chaser
  3. New Fang
  4. Dead End Friends
  5. Elephants
  6. Scumbag Blues
  7. Bandoliers
  8. Reptiles
  9. Interlude With Ludes
  10. Warsaw Or The First Breath You Take After You Give Up
  11. Caligulove
  12. Gunman
  13. Spinning In Daffodils
;-) via http://stayrockandroll.blogspot.com

20091120

INTRONAUT - "PREHISTORICISM" (2008)


Ritorno nelle oscure lande dello Sludge (Post-Metal,Post-Core ecc,ecc...) qui su Audiolesi. Oggi vorrei porre la vostra attenzione su questi Intronaut, band Californiana votata al genere portato in auge da Neurosis, Isis, Cult of Luna più altri che adesso non ricordo (tra l'altro noto che nessuno ha ancora postato qualcosa dei Neurosis...) e che, con questo Prehistoricism, si piazzano nell'olimpo di questa musica complessa e affascinante. Le caratteristiche base sono quelle tipiche del genere, canzoni lunghe (non eccessivamente in questo caso, se si toglie la finale The Reptilian Brain), lentezza complessiva, riff malefici, cantato monocorde, mood oscuro e riflessivo. Si aggiungono però elementi provenienti da altri lidi, quali progressive(tempi mai banali e una certa melodia di fondo) death(giusto una spruzzatina) ,jazz (sentite il basso, sembra provenire dagli altoparlanti di Wok a ora di pranzo) e un pizzico di psichedelia. Si tratta inoltre di un disco nel complesso accessibile (sicuramente moolto più di altri) che mi sento di consigliare a tutti coloro i quali, volessero avvicinarsi ad un mondo poco accessibile per sua stessa natura.

P.S. Apprendo or ora che i nostri stanno scrivendo il nuovo disco, ottimale.

Tracklist:

  1. Primordial Soup - 1:26
  2. The Literal Black Cloud - 5:29
  3. Cavernous Den Of Shame - 4:13
  4. Prehistoricisms - 6:29
  5. Any Port - 7:31
  6. Sundial - 7:33
  7. Australopithecus - 4:32
  8. The Reptilian Brain (Sleep, Eat, Shit, Fight, Fuck) - 16:20

SHOUT OUT LOUDS - HOWL HOWL GAFF GAFF (2005)


Ieri, come ogni sera, stavo scegliendo il disco giusto da sentire per andare a dormire (sì, sento la musica per addormentarmi, e il più delle volte è qualcosa dei Converge) e scorrendo tra gli artisti mi cade l'occhio sugli Shout Out Louds. Era veramente una vita che dovevo ascoltarli, cosa che trall'altro non ho mai fatto eccessivamente. E li ho riscoperti con piacevole sorpresa! Direi il disco perfetto sul quale addormentarsi. Ti metti lì nel lettuccio, pigi play e ti rilassi. Niente pensieri opprimenti della sera, niente riassunti della giornata, niente ansie per il giorno dopo. Solamente Shout Out Louds! Indie rock senza fronzoli, venato dal quel poppettino che non fa male.
Sogni d'oro.

Ps. Punto in più: sono svedesi.

01. The comeback
02. Very loud
03. Oh, sweetheart
04. A track and a train
05. Go sadness
06. Please please please
07. 100°
08. There's nothing
09. Hurry up let's go
10. Shut your eyes
11. Seagull

;) (via http://cabezadesonido.blogspot.com/)

20091119

NOFX/RANCID - BYO SPLIT SERIES / VOLUME III (2002)


A furor di popolo (o meglio a sfottò di popolo) il terzo volume della collana "BYO Split Series".
Due band ultraimportanti che si fanno il verso a vicenda.
Nofx vs. Rancid:
Punk gioviale vs. Punk abbestia

Ps. Il disco gira con due copertine diverse, una verde e una arancione. Ho messo quella verde perché ce l'ho originale e la copertina che ho io è verde.

01. Nofx - I'm the one
02. Nofx - Olympia WA
03. Nofx - Tenderloin
04. Nofx - Antennaes
05. Nofx - Corozon de oro
06. Nofx - Radio
07. Rancid - Moron bros
08. Rancid - Stickin in my eye
09. Rancid - Bob
10. Rancid - Don't call me white
11. Rancid - Brews
12. Rancid - Vanilla sex

;) (via http://www.taringa.net/)

20091118

LEATHERFACE/HOT WATER MUSIC - BYO SPLIT SERIES / VOLUME I (1999)


Punk rock! Punto. Questo è quello che rappresenta questo disco. Ora, se vi aspettate il punk rock felice, spensierato e abbestia dei metà '90 lasciate perdere. Se invece vi aspettate il punk rock new-school anni '00 moooolto più felice e spensierato dei '90 lasciate perdere ancora! Le tinte qui sono decisamente più seriose. E la raucedine è di casa.
Allora, spiego un po': se vi state domandando perché avete risentito da qualche parte il nome "BYO Split Series" c'è un motivo. La serie di split lanciata dalla BYO ha visto come ospiti sul volume 3 nientepopodimeno che Rancid e Nofx che si coverizzavano a vicenda. E questo colpaccio probabilmente ha portato la piccola label un po' più in alto di quanto non sia mai stata (comunque nel roster può vantare gruppi del calibro di 7 Seconds, quindi mica male alla fine). Questo è il primo della serie (interrotta al quinto volume se non erro) e forse anche insuperato (vabbè quello Nofx/Rancid pure non scherzava..). Gli apripista sono i Leatherface. Sinceramente non so nulla su loro e questo è il primo loro lavoro che sento, ma è stata una piacevole sorpresa averli scoperti. Il genere l'ho detto prima, punk rock. La caratteristica è la voce rauca, ma rauca rauca. Tipo che se ti fumi un paio di pacchetti di sigarette al giorno non ci arrivi nemmeno a quel livello. Dico la verità, la prima volta che li ho sentiti non mi hanno fatto un bellissimo effetto, ma piano piano li ho apprezzati; anche più che apprezzati. Il secondo gruppo sono gli Hot Water Music. Entità suprema di questo stile di punk rock un po' sporchetto e accompagnato da una voce rauca al punto giusto (molto ma molto meno dei Leatherface). Cinque pezzi stupendi e intrisi di emozione. Sì, punk rock emozionale avete capito bene. Se solo il punk alla fine dei '90 avesse preso questa piega ora il mondo sarebbe sicuramente migliore e non sarebbe stato pieno di cloni venuti male dei Blink-182.
Meno divertimento e più passione!

Ps. Ascoltateli bene gli Hot Water Music, andateci in fissa e aspettate un po', che tanto un altro paio di cosette saranno postate. La prossima volta starà a Freds parlarvene a dovere.

Edit: Ho appena scoperto che anche i Leatherface e gli Hot Water Music si coverizzano.. Penso sia prerogativa di tutta la collana di split.

01. Leatherface - Andy
02. Leatherface - Eat her face
03. Leatherface - Wax lyrical
04. Leatherface - Punch
05. Leatherface - Deep green beautiful levelling
06. Leatherface - Gangparty
07. Hot Water Music - Caught up
08. Hot Water Music - Wrong and righteous
09. Hot Water Music - Take it as it comes
10. Hot Water Music - Dead end streets
11. Hot Water Music - The bitter end

;) (via http://hardcorefornerds.blogspot.com/)

PREFUSE 73 - READS THE BOOKS EP (2005)




 Vi ricordate "The lemon of pink" dei Books? I due nerdoni newyorkesi intrippatissimi col cut 'n paste... Beh quello che vedete qui sopra è in pratica un EP con 8 remix di brani tratti da quell'album. Questi remix, affidati al superproduttore Scott Herren (aka Prefuse 73, ancora più maestro dei Books in fatto di cutting&pasting), in alcuni casi suonano - a mio avviso - anche meglio degli originali. 



01 Pagina Uno. Introduccion
02 Pagina Dos
03 Pagina Tres
04 Pagina Cuatro
05 Pagina Cinco
06 Pagina Seis
07 Pagina Siete
08 Pagina Ocho (feat. Claudia Maria Deheza)

;-) - zombiestirfry.blogspot.com

20091117

DEVENDRA BANHART - "NIÑO ROJO" (2004)

Sull'onda dei post di Freds e G., rispettivamente riguardo all'indie-folk naturelle dei Fleet Foxes ed al morettiano (Nanni escluso) duo dei Megapuss, vi propongo il giusto, logico prosieguo della freudiana associazione di idee audiolesa in questione.
Devendra Banhart è un americo-venezuelano... venezuelo-americano... insomma, uno mezzo venezuelano e mezzo americano, cantautore dalla fulgida carriera, membro della band dei Vetiver, pittore, disegnatore e chi più ne ha più ne metta. Un bel tomo dai lunghi capelli cui le Muse hanno voluto bene.
Ora, il ragazzo è stato definito psychofolk, avant-folk, alternative folk... Pochi fronzoli. "Niño Rojo" è un lavoro più semplicemente indie-folk, dalle venature lo-fi, a tratti vagamente (ma solo vagamente) world (innesti di sitar et similia), ricco di amore per la natura, le piccole cose, le belle dormite, le ragazze, i prati verdi ed i funghi allucinogeni. Il disco si adatta in maniera pressochè uniforme alla definizione del genere, sebbene altri lavori ne sfuggano e inseriscano il nostro eroe all'interno della più stravagante cornice del New Weird America (un saggio nello splendido video di "I Feel Just Like a Child", tratto dall'album "Cripple Crow" del 2005, in fondo al post).
Ciò che colpisce di più, comunque, è il timbro di voce di Devendra. Tremolante, offuscato, weirdo. In una parola, fico.
Ahora, vamos a escuchar el niño rojo.



Tracklist:
  1. Wake Up, Little Sparrow
  2. Ay Mama
  3. We All Know
  4. Little Yellow Spider
  5. A Ribbon
  6. At The Hop
  7. My Ships
  8. Noah
  9. Sister
  10. Water May Walk
  11. HorseheadedfleshWizard
  12. An Island
  13. Be Kind
  14. Owl Eyes
  15. The Good Red Road
  16. Electric Heart
;-) via http://excremento-quieres.blogspot.com

NIRVANA - BLEACH DELUXE EDITION (1989-2009)




Il CristoPop è risorto, la SubPop sta ristampando il catalogo dei Nirvana, partendo prorio dal caustico debutto: "Bleach". A vent'anni dalla sua uscita, il disco è stato completamente rimasterizzato (operazione quantomai inutile dato che, all'epoca, il costo totale di registrazione fu di 600$) e gli sono state aggiunte una decina di tracce live. Vale comunque la pena di riascoltarlo o di comprarlo (se già non l'avete). Non si sa mai, magari un giorno vorrete spiegare a vostro figlio perchè è meglio imparare a suonare la chitarra folk, evitando così l'inevitabile decorazione delle proprie pareti di casa con un Rorshach interamente composto con la propria materia cerebrale.

Love Buzz:


01. Blew ( 2:54)
02. Floyd the Barber ( 2:18)
03. About a Girl ( 2:48)
04. School ( 2:42)
05. Love Buzz ( 3:35)
06. Paper Cuts ( 4:05)
07. Negative Creep ( 2:55)
08. Scoff ( 4:10)
09. Swap Meet ( 3:02)
10. Mr. Moustache ( 3:24)
11. Sifting ( 5:22)
12. Big Cheese ( 3:42)
13. Downer ( 1:43)
14. Intro (Live) ( 0:52)
15. School (Live) ( 2:36)
16. Floyd the Barber (Live) ( 2:16)
17. Dive (Live) ( 3:42)
18. Love Buzz (Live) ( 2:57)
19. Spank Thru (Live) ( 2:59)
20. Molly’s Lips (Live) ( 2:15)
21. Sappy (Live) ( 3:19)
22. Scoff (Live) ( 3:52)
23. About a Girl (Live) ( 2:27)
24. Been a Son (Live) ( 2:00)
25. Blew (Live) ( 4:31)


;-) - marlboros.blogspot.com

20091116

MEGAPUSS - SURFING (2008)






A dimostrazione che, degli Strokes, Fabrizio Moretti è l'unico a cui la droga non ha completamente spappolato il cervello, vi propongo un altro gruppetto simpatico al quale ha partecipato.  Assieme a lui ci sono nientepopodimeno che il cantautore più "cool" dell'East Coast Devendra Banhart e il multi-strumentista dei Priestbird Greg Rogove.
A me sono sembrati carini, sempre meglio che quella cacata di Casablancas.




1. Crop Circle Jerk '94
2. Duck People Duck Man
3. To The Love Within
4. Adam & Steve
5. Theme From Hollywood
6. Surfing
7. Lavender Blimp
8. Mister Meat
9. Hamman
10. A Gun On His Hip And A Rose On His Chest
11. Chicken Titz
12. Sayulita
13. Older Lives
14. Another Mother

;-) - mocazo.blogspot.com

LITTLE JOY - "[S/T]" (2008)

Grazie al prezioso consiglio via Last.fm della dolce metà di xandreax, mi sono avvicinato ai Little Joy. Cari Audiolesi, possiamo finalmente dirlo con sollievo: c'è qualcuno degli Strokes che ha fatto qualcosa di buono al di fuori del gruppo. Albert Hammond Jr. ci ha rifilato un disco con la stessa longevità delle pile dell'Ipersidis, due ascolti e via. Julian Casablancas ha sgravato con quella che ci siamo permessi di definire una gran bella cacata. Di Nick Valensi e dell'anonimo bassista Nikolai Fraiture "dippiù nin'zò".
Ma è il caldo sangue italo-brasileiro del batterista Fabrizio Moretti che ha permesso la nascita dell'unico stroke-side-project valido. Il bel tomo in questione, nella decadente Lisbona (ciao Stefano), ha incontrato il talentuoso Rodrigo Amarante, chitarrista/cantautore di Rio de Janeiro, ed è stato amore a prima vista. Rassicurando orde di sedicenni in premaman sulle abitudini sessuali dei nostri, vi informiamo che il lavoro prodotto dai due, coadiuvati dalla polistrumentista/cantante Binki Shapiro, è assolutamente gradevole. Trattasi di una riuscitissima commistione tra le brezze della spiaggia di Copacabana, il sapore di una succosa fetta d'ananas, il tepore della sabbia al tramonto che vi accarezza i piedi e tanta, tanta scialla.
Bossa nova? Indie rock? Tropical pop? Bossa-Tropical-Indiepop-Nova? Chissenefrega. Portatemi un'altra piña colada, por favor.



Tracklist:
  1. The Next Time Around
  2. Brand New Start
  3. Play The Part
  4. No One's Better Sake
  5. Unattainable
  6. Shoulder To Shoulder
  7. With Strangers
  8. Keep Me In Mind
  9. How To Hang a Warhol
  10. Don't Watch Me Dancing
  11. Evaporar
;-) via http://beatoasis.blogspot.com

CYPRESS HILL - BLACK SUNDAY (1993)





Mi avete provocato con tutta sta black music... allora io vi sparo Black Sunday, pietra miliare del rap anni 90 nonchè del rap in generale  nonchè della musica latina (ma lasciate perdere i suonatori di flauto peruviani, per carità). Eh sì, perchè i quattro simpaticoni californiani (diapositiva) ne hanno di rime azzeccate e di basi da paura. Un tuffo negli anni Novanta, che ci hanno lasciato tante perle ma che vengono comunemente accostati agli scazzi adolescenziali di Kurt Cobain (presto su questi lidi) e alle prepotenti turbe adolescenziali conseguentemente trasmesse a circa il 70% della popolazione mondiale al di sotto dei 18 anni (me compreso). Fu così anche con l'eroina negli Ottanta. Qui la musica è un'altra. La voglia è quella di divertirsi, per carità, non di scaricarsi in faccia una liberatoria ventata di piombo incandescente. Meno male che B-Real c'è. 


Eccoli coi R.A.T.M.



1.I Wanna Get High
2.I Ain't Goin' Out Like That
3.Insane In The Brain
4.When The Ship Goes Down
5.Lick A Shot
6.Cock The Hammer
7.Interlude
8.Lil' Putos
9.Legalize It
10.Hits From The Bong
11.What Go Around Come Around, Kid
12.Hand On The Glock
13.Break' Em Off Some
14.Bonus Track



;-) - via http://grooveternal.blogspot.com

20091115

J-88 - BEST KEPT SECRET (2000)


Rimanendo in tema di black music, signore e signori, ecco a voi i J-88. Il nome non vi dice nulla? Semplice. I J-88 altro non sono che gli Slum Village (trio hip-hop di Detroit) sotto mentite spoglie. Nel 2000 fanno uscire "Best Kept Secret", un disco di B-sides. Dopo che avrete sentito il disco, non vi sto nemmeno a dire come possono essere gli A-sides degli Slum Village.. Comunque, con tutto rispetto parlando, a me piacciono più i B-sides. Niente macchinoni, denti d'oro, pioggie di dollari e puttane sculettanti (c'è da dire che i b-boy si sanno divertire però..). Niente hip-hop bling-bling tamarro e mainstream. Le produzioni di Jay Dee (aka J Dilla) vi portano su un'altro pianeta, vi tranquillizzano, vi rilassano ma non vi permettono di smettere di far su e giù con la testa. E allora vai con il molleggio.

01. From Detroit with love (intro)
02. The look of love pt. 1
03. Get it together
04. Stupid lies
05. The things you do
06. Keep it on
07. The look of love pt. 2
08. Get it together (Madlib remix)
09. The things you do (Madlib remix)
10. Get it together (I.G. Culture Basement Jerks mix)

;) (via http://hothiphopalbums.blogspot.com/)

HOMELIFE - FLYING WONDERS (2002)





Si sa poco di questi Homelife, non hanno nemmeno una wikipage. A quanto ci è dato di sapere dal sito della Ninjatune "Homelife is not a definite entity". E questo lo si capisce ascoltandoli. Ma poi si capisce un po' di più: "Nearly every Homelife track has a different line up. Less of a collective, Homelife is more of a pool of musicians whose talents are marshalled by reluctant foreman Paddy Steer". Una musica che mi riaccende la fantasia.

neanche la tracklist riesco a trovare...





;-) - via http://tripoptico.blogspot.com

FUNKADELIC - "MAGGOT BRAIN" (1971)


E con questo un altro passo è compiuto verso i nostri due obiettivi: quello di blog più completo della storia, e di piattaforma più black di sempre.
Proprio quest'oggi esco dal tunnel della H1N1, e non c'è niente di meglio per festeggiare. Giorni fa il buon Freds mi indicò questo LP, ed annuimmo compiaciuti. Bene, signori, se non conoscete fate penitenza ed ascoltate. Se siete bianchi, contattate il primo chirurgo di vostra conoscenza per affrontare al contrario il calvario che ha subito Michael Jackson. Perchè nessun bianco ha il ritmo nel sangue a questo livello, nossignori.
Un capolavoro del funk, della psichedelia, del soul, dell'hard rock; il glorioso prologo dei meravigliosi seventies; un'orgia spasmodica di fottutissimo groove. Mitico.

P.S.: il leader dei Funkadelic (nonchè dei Parliament) è George Clinton, di cui vi offriamo una diapositiva.

Tracklist:
  1. Maggot Brain
  2. Can You Get To That
  3. Hit It And Quit It
  4. You And Your Folks, Me And My Folks
  5. Super Stupid
  6. Back In Our Minds
  7. Wars Of Armageddon
;-) via http://discosetc.blogspot.com

20091114

V/A - FIVE YEARS OF HYPERDUB (2009)




Tra una miriade di dischi punk, un'abboffata di metal e qualche ascesso (sì sì avete capito bene) di post rock, ecco a voi, finalmente, un ginepraio elettronico. Di che si tratta? Partiamo dalle basi: l'Hyperdub (a proposito di hype) è un'etichetta londinese fondata nel 2004 da Steve Goodman, aka Kode9. Steve è un produttore specializzato in dubstep. Cosè il dubstep? La variante dub del 2step, ovviamente. Le sue caratteristiche? Bassi a palla, average 140 bpm e dj con tanta voglia di assomigliare ad HAL9000. Vi avverto subito che se però non avete un subwoofer godrete la metà. Dopo una partenza a razzo, l'Hyperdub è subito diventata un punto di riferimento della scena, con una scuderia pitonatissima che include artisti come Burial, Darkstar e Flying Lotus.
Questa compilation, alla quale siamo orgogliosi di introdurvi, è attualmente osannatissima dai cultori, dalla critica e da certa stampa comunista che la mette addirittura in copertina. Noi prendiamo le distanze da tutti, come al solito, ma anche stavolta siamo concordi nel dire:
"Believe the Hype(rdub).



Disc 1 - Exclusive material

01. King Midas Sound - Meltdown
02. Kode9 & The Spaceape ft. Cha Cha - Time Patrol
03. Darkstar - Aidy's Girl's A Computer
04. Samiyam - Roller Skates
05. Flying Lotus - Disco Balls
06. Black Chow - Purple Smoke
07. Burial - Fostercare
08. Cooly G - Weekend Fly
09. Zomby - Tarantula
10. Martyn - Mega Drive Generation
11. LV ft. Dandelion - Turn Away
12. Mala - Level Nine
13. LD - Shake It
14. Quarta 330 - Bleeps From Outer Space
15. Ikonika - Sahara Michael
16. Joker & Ginz - Stash

Disc 2 - Back Catalogue

01. Kode9 - 9 Samurai
02. Burial - South London Boroughs
03. Kode9 & LD - Bad
04. The Bug ft. Warrior Queen - Money Honey' (rmx)
05. LV ft. Erol Bellot - Globetrotting
06. Burial - Distant Lights
07. Kode9 & The Spaceape - Ghost Town
08. Kode9 & The Spaceape - Fukkaz
09. Samiyam - Return
10. Darkstar - Need You
11. Zomby - Spliff Dub (Rustie rmx)
12. Ikonika - Please
13. Zomby - Kaliko
14. 2000F & J Kamata - You Don't Know What Love Is
15. Joker - Digidesign
16. Kode 9 - 9 Samurai (Quarta 330 rmx)

;-) 1 - ;-) 2 - via wefuckinglovemusic.blogspot.com

20091113

FLEET FOXES - FLEET FOXES (2008)


Piacevolissima scoperta questi Fleet Foxes. Indie-Folk hippieggiante, ovvero zeppo di rimandi ai Sixties e Seventies non solo nella musica, ma anche nei testi, che sfoggiano una certa spiritualità e amore per la natura. Piano, chitarre acustiche, batterie leggere e semplici, parti quasi totalmente acappella. Veramente molto,molto bello.

Per una volta, believe the hype.

Tracklist:

  1. 1-Sun It Rises
  2. 2-White Winter Hymnal
  3. 3-Ragged Wood
  4. 4-Tiger Mountain Peasant Song
  5. 5-Quiet Houses
  6. 6-He Doesn't Know Why
  7. 7-Heard Them Stirring
  8. 8-Your Protector
  9. 9-Meadowlarks
  10. 10-Blue Ridge Mountains
  11. 11-Oliver James

20091112

TORTOISE - MILLIONS NOW LIVING WILL NEVER DIE (1996)



Nell'attesa del loro ormai imminente tour italiano di presentazione del loro ultimo "Beacons of ancestorship", riecco su Audiolesi i chicagoani (?) Tortoise, con il disco che li ha consacrati profeti del post-rock. Un disco più profondo dell'Oceano Atlantico, "Millions now living..." è praticamente immenso. Una ricerca incessante (e maniacale) del suono perfetto, ispirazione olimpica e arrangiamenti da paurissima. Un gruppo maturo già prima di attaccare gli strumenti all'amplificazione. Come dire, sentitevelo và.



1. Djed
2. Glass Museum
3. A Survey
4. The Taut And Tame
5. Dear Grandma & Grandpa
6. Along The Banks Of Rivers

;-) - via frontlinesound.blogspot.com

RAMONES - ACID EATERS (1993)


Come preannunciato qualche post fa, si torna a parlare dei Ramones! Band dall'incognita provenienza, in quanto non è ancora stato accertato se fossero degli dèi scesi in terra o degli esseri superiori di qualche altra galassia..
Acid Eaters è il loro penultimo lavoro, forse passato più in sordina. Just because è un album composto totalmente da cover. Ma non per questo è inferiore agli altri. Anzi vi dirò che è secondo solo a "Rocket to Russia" (capolavoro estremo) nella mia classifica personale dei dischi dei Ramones (il che non ve ne può fregare di meno, ma io il mio verbo lo diffondo come mi pare).
Caratteristica particolare che mi ha colpito è la presenza di C.J. Ramone al basso, presente negli ultimi tre loro dischi, che fa anche da lead vocals in qualche pezzo (vedasi la prima traccia). Ed è proprio il suo timbro vocale che mi fa tanto apprezzare quest'album. Oddio, non voglio togliere il merito a Mr. Joey, però è bello sentire i Ramones cantati diversamente.
Gabba Gabba Hey!

01. Journey to the center of the mind (Amboy Dukes)
02. Substitute (The Who)
03. Out of time (The Rolling Stones)
04. The shape of things to come (Max Frost and the Troopers)
05. Somebody to love (The Great Society)
06. When I was young (The Animals)
07. 7 and 7 is (Love)
08. My back pages (Bob Dylan)
09. Can't seem to make you mine (The Seeds)
10. Have you ever seen the rain (Creedence Clearwater Revival)
11. I can't control myself (The Troggs)
12. Surf city (Jan and Dean)

;) (via http://taringa.net/)

JEFF BUCKLEY - GRACE (1994)





Jeff Buckley era letteralmente un angelo e dopo la sua morte le case discografiche hanno agito come cani che si ringhiano per sbranare fino all'ultimo brandello della sua carcassa dorata. Jeff morì tre anni dopo la pubblicazione di quest'album, il suo esordio, scomparendo per sempre nel Wolf River. Da quel momento in poisono stati pubblicati pubblicati un'intero album di inediti in studio, 3 raccolte (con sempre gli stessi pezzi) e ben 4 live. Non male per un cadavere, direi alquanto vivace.

Essendo noi Audio_lesi degli attenti scrutatori della realtà, nonchè amanti del buon gusto e acerrimi nemici delle bieche  e ingiuste speculazioni contro gli indifesi, ci permettiamo dunque di lanciare un messaggio alle case discografiche tutte (specialmente la Columbia e la Sony BMG): andate a farvi fottere e lasciate riposare in pace il buon Jeff. Oppure continuate a pubblicare ogni scoreggia che abbia registrato da vivo o, penchè no, andate pure a controllare se dalla sua bara sfiata ancora qualche flebile emissione gassosa. Magari riuscite a registrarla e impacchettarla a dovere in tempo per Natale 2009.



1 Mojo Pin
2 Grace
3 Last Goodbye
4 Lilac Wine
5 So Real
6 Hallelujah
7 Lover, You Should've Come Over
8 Corpus Christi Caro

;-) - via http://mocazo.blogspot.com
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